Volevo iniziare dicendo che “quando Tim Burton faceva film apprezzati da quattro gatti”, ecc..

Ma, in realtà, credo che Burton non li abbia mai fatti.

Lo spiritello porcello (Beetlejuice, dico), aldilà del fatto che ora lo passano in tv, non era certo un una pellicola d’essai. Edward Mani di Forbice è stato un successo commerciale (probabilmente grazie all’effetto combinato di completino in pelle aderente di Depp, occhioni di Winona e al fatto che il povero freak alla fine non scanna tutti con le mani di forbice come sarebbe giusto). Per non parlare del Pianeta delle Scimmie (all’epoca si alzarono unanimi ed indignati cori di “Marchetta!” motivo per cui l’ho rivalutato) e di La Fabbrica di Cioccolato (adorato dalla plebe e disprezzato dagli “intenditori – fatto che mi ha costretta a schierarmi con la plebe – di questo film ho sempre pensato che non dare la parte di Willy Wonka a Marilyn Manson sia stata un’ingiustizia colossale nei confronti del reverendo).

Poi ci sono i film di animazione. Nightmare bifore Christmas è giustamente preferito alla Sposa cadavere, la gente compra felice il merchandising senza distinzione di casta, mentre una volta i gotici volavano fino a Londra apposta per comprarsi le toppe con il ghigno di Jack.

Rimangono le pellicole più “oscure”, ovvero quelle trasmesse nei multiplex ma senza troppo sfarzo: Ed Wood, Mars Attaks!, Sleepy Hollow, Big Fish.

Mi farete notare che questi sono i quattro capolavori di Burton e come darvi torto. Davvero non volevo unirmi all’esercito dei radical-chic (si chiamano ancora così?), ma forse è proprio vero che low budget = film cult.

Bho.

Comunque, visto che tutta la pappardella preludeva all’annuncio che ieri sera ho visto Sweeney Todd e che il diabolico barbiere di Fleet Street mi ha lasciata tiepida, vado a enumerare i motivi della mia tepidezza:

     1)  Sembrava che Tim Burton volesse fare il verso a Tim Burton, comportamento che normalmente approverei, ma qua eseguito come un esercizio meccanico, onanistico e privo di self-humor. I cieli di Londra erano neri, attraversati da pennacchi di fumo industrial-gothic, i capelli dei protagonisti erano così “Robert Smith” che Robert Smith non avrebbe mai osato sfoggiarli (con un tocco alla “moglie di Frankenstein” per Depp), i vestiti dark-victorian, le carnagioni al cerone.

Chi mi conosce sa  che non ho proprio niente contro il gotico, anzi, ma per certe perversioni hanno creato apposta i Pub Transilvania.

2)       La musica.

Voglio dire, non che stia suggerendo che dovessero far remixare le arie ai Tool, ma usare lo stesso compositore del musical secondo me ha creato un effetto un po’ troppo melenso e “cupo”, sì, ma più sul versante Smiths che su quello Bauhaus. E poi, cazzo, cantavano in continuazione, e sempre le stesse canzoni. In tutto ci saranno stati due minuti di parlato.

3)       Il finale era un po’ troppo veloce, a fronte di alcune lungaggini nello svolgimento.

Tuttavia non voglio sembrare troppo drastica. Ci sono state anche parti notevoli e belle. Ad esempio:

1)  L’apparizione di Sacha Baron Cohen è genio puro. Il suo falso accento italiano è spassosissimo, così come il suo costume a metà strada tra il cantante lirico e il torero.

2)       La scena del sogno della signora Levitt, che era più vicina alle atmosfere di Big Fish ed era visivamente bellissima, ispirata più ai colori del circo e del burlesque che a quelli del gotico puro.

3)       Il sangue – copioso – color lampone.

4)   La morale nichilista e tutt’altro che rassicurante: ATTENZIONE SEGUONO SPOILER il bambino che si sbronza di gin, la ricerca nelle fogne (parodia macabra della classica scena in cui i genitori preoccupati cercano il figlio, ma con un certo tocco alla IT), l’eliminazione della Bonham-Carter nella fornace alla Hansel e Gretel, il finale vagamente edipico. FINE SPOILER.

Quindi, vedete, alla fine i punti positivi superano quelli negativi.

Non manca il solito tocco “meccanico” – da me sempre molto apprezzato – nella preparazione della “sedia”. Purtroppo niente di paragonabile ai fantastici attrezzi di Ichabod Crane in Sleepy Hollow.

Diciamo 4 stelline su 5?

Advertisements

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

»

  1. mrharrison ha detto:

    beh, dai, un voto alto. è possibile che lo vada a vedere oggi, quindi non ho letto lo spoiler.
    però proprio tu, che ti intendi di fumetti, una parolina sui 2 batman la potevi spendere, soprattutto adesso che vengono affondati dai fan di nolan…

  2. sraule ha detto:

    Già, avevo dimenticato.
    Secondo me erano bellissimi tutti e due. Peccavano di ingenuità in alcune parti e Keaton era decisamente tremendo, ma in confronto ai due episodi seguenti erano lusso puro.

    Il Batman di Nolan, al contrario, mi è sembrato palloso, pretenzioso e decisamente troppo autocompiaciuto. Gli attori, tutti bravissimi, recitavano al minimo delle proprie possibilità, tra l’altro.

  3. mrharrison ha detto:

    non dire più che keaton era tremendo, per favore.

    ho visto stasera sweeney todd: mi è piaciuto abbastanza. verissimo quello che hai notato delle musiche: in sostanza erano 4 o 5 temi al massimo cantati e ricantati. e la bonham carter, che è una brava attrice per quei ruoli, qualche lezioncina di canto la poteva prendere.

  4. sraule ha detto:

    non dire più che keaton era tremendo, per favore.

    Why? Siete amici d’infanzia? 🙂

    bonham carter, che è una brava attrice per quei ruoli, qualche lezioncina di canto la poteva prendere.

    Tra l’altro ho letto su Vanity che le ha anche prese, per sei mesi o roba del genere. E’ Depp che non ha preso nemmeno una lezione.

    Però l’accento cockney di lei era fantastico. It’s a wist invece che it’s a waist mi ha fatto sbellicare.

  5. mrharrison ha detto:

    volevo dire la stessa cosa, aveva un accento fantastico. depp lo ha simulato molto bene nelle primissime frasi che ha cantato, poi un po’ meno. comunque direi che sono d’accordo su tutto quello che hai scritto, in particolare sul fatto che ormai burton “faccia” tim burton

  6. sraule ha detto:

    Già, Depp è davvero bravo, ma è pur sempre americano. Sul british era ok, ma sul cockney credo che abbia rinunciato 🙂
    Cristo per lei in alcuni momenti i sottotitoli erano I-n-d-i-s-p-e-n-s-a-b-i-l-i!

  7. mrharrison ha detto:

    ah, dimenticavo per keaton:

    Why? Siete amici d’infanzia? 🙂
    una specie: il suo batman mi ha profondamente segnato da bambino! 🙂

  8. sraule ha detto:

    Sì, ma è stempiato!

  9. mrharrison ha detto:

    ehm, io lo sono da sempre… è anche vero che io non interpreto bruce wayne, ma io lo salvo lo stesso. e lo faccio senza considerare l’operato di george clooney e soprattutto di val kilmer. e pure quello di bale, che per me è un po’ un totano.

  10. sraule ha detto:

    clooney e kilmer erano risibilissimi, ma anche perché la regia era scadente.
    bale sarebbe anche bravino, ma NON in batman begins dove, in effetti, sembra un totano.

    dai, non farmi più crudele di quello che sono, non ce l’ho con gli stempiati: dico solo che batman è un tipo con la mascella quadra, muscoloso, testosteronico e (in contrasto con ciò) anche fittamente capelluto.

  11. utente anonimo ha detto:

    …ma vogliamo mettere Adam West?
    Non si può parlare di attori che hanno interpretato Batman senza parlare di lui! 😉

  12. utente anonimo ha detto:

    Hai decisamente ragione, Luca.
    C’era qualcosa di poetico in quest’uomo di mezza età che non temeva di esporsi al pubblico ludibrio inguaianato in una calzamaglia grigia che ne metteva impietosamente in evidenza addome dilatato e meniglie dell’amore…
    Sniff!
    E poi amavo gli effetti sonori fumettosi.
    Tra l’altro la colonna sonora era un fantastico esempio di musica surf!

    sraule

  13. mrharrison ha detto:

    il tema di hefti! ho TUTTE e 120 le puntate, più anche il film.
    pensate che west si incazzò perchè per il primo batman non era stato messo nella rosa dei papabili per fare il cavaliere oscuro…
    e un grande ricordo anche per cesar romero, che interpretava joker con i baffoni neri sotto il cerone.

  14. sraule ha detto:

    pensate che west si incazzò perchè per il primo batman non era stato messo nella rosa dei papabili per fare il cavaliere oscuro…

    ma forse lo terranno in considerazione per il sesto: batman all’ospizio.
    cazzo, quanti anni ha?

  15. mrharrison ha detto:

    quest’anno il buon adam ne compie 80, mentre nel 1989 era sui 60-61: l’età poteva andare per fare “il ritorno del cavaliere oscuro”, ma non aveva nè il fisico nè le capacità attoriali per farlo. si arrabbiò anche perchè non gli fecero fare neanche un’apparizione fugace: sarebbe stato felice di fare il padre di bruce nel flashback, e lì ci poteva stare.

    ultima chicca: i produttori, prima di scegliere keaton, avevano in mente un nome solo per batman… bill murray!!! per quanto io idolatri quell’uomo e abbia tutti i suoi film, proprio non ci stava.

  16. utente anonimo ha detto:

    cazzo, mrharrison… sei proprio un aficionado di batman, eh?
    non mi figuravo che fossi a questi livelli 🙂

    sraule

  17. utente anonimo ha detto:

    Ma stanno girando “return of the dark knight”?
    Considerando che Brando è morto e Rod Steiger pure io ci vedrei bene Robert Duvall.
    O, in alternativa, Danny De Vito.

    Armaduk

  18. utente anonimo ha detto:

    sì, perché non dustin hoffman, allora?
    in versione rain man 🙂

    sraule

  19. utente anonimo ha detto:

    L’idea di Batman all’ospizio non è male… ad esempio qualcosa come “Batman: anno ultimo” o “Batman: una volta qui era tutta campagna”… chissà, potrebbe avere del potenziale… 😉
    Luca

  20. sraule ha detto:

    Batman: una volta qui era tutta campagna

    L’idea è ottima, Luca, anche se dubito che a Gotham ci sia mai stato qualcosa di simile alla campagna :asd:

  21. utente anonimo ha detto:

    “dubito che a Gotham ci sia mai stato qualcosa di simile alla campagna”

    Viste le sceneggiature improbabili che periodicamente girano nei fumetti di supereroi… vuoi che non si riesca ad infilare un angolino agreste anche tra i grattacieli di Gotham? 😉

    Mi permetto un off-topic (anche se mi sa che siamo off-topic già dal secondo commento ^__^): complimenti per il blog! Anche a me è sempre piaciuto “inventare storie”, e alcuni tuoi post li ho trovati davvero interessanti e ricchi di spunti!
    Non ho mai avuto l’aspirazione di “scrivere” (anche perchè a me piacciono più i fumetti, quindi al massimo vorrei imparare a sceneggiare). Se qualcosa ho scritto è stato principalmente perchè non avevo nessuno che mi facesse i disegni ^__^. Però ho sempre trovato molto interessante indagare i meccanismi della narrazione (cioè: come e perchè funzionano le storie ben scritte), soprattutto in relazione alla comicità: perchè una scena comica fa ridere? Quali tipi diversi di comicità ci sono e come funzionano? Che ritmi e che tempi hanno?
    Così ho scoperto che la “tecnica” per far ridere senza scadere nel banale è molto più complicata di quanto sembri…

    …e che sono ancora molto indietro! ^__^

    Luca.

  22. sraule ha detto:

    Mmmh, Luca, mi fai rimembrare del fatto che non ho mai fatto un post sulla comicità, sui tempi comici e possibilmente su Grice.
    E con questo sibillino commento passo a scrivere il prossimo post!

  23. utente anonimo ha detto:

    eeehhh, dici che ti ha lasciato tiepida e poi gli dai 4 stelle su 5!
    io condivido il voto, ho apprezzato soprattutto il secondo tempo in crescendo, oltre ai momenti da te citati anche quando Todd e Mrs. Lovett contemplano dalla finestra i futuri “piatti della casa” (assaggi il prete, gnamm). Ti dirò, il Burton che fa il Burton non mi dispiace per niente, perché nessun altro lo fa come lui 😀 Questo suo lato da mestierante però l’ho avvertito di più ne “La fabbrica di cioccolato” che in quest’ultimo, che paradossalmente mi è sembrato più un gioco liberatorio (me lo immaginavo divertirsi come un bambino durante le piogge di sangue).
    Il capolavoro comunque è Big Fish.

    madmac

  24. mrharrison ha detto:

    sì, beh, batman ce l’ho nel dna, ho tutto… vale anche per gli x-men, ma batman è più viscerale

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...