Come forse avete notato in questo periodo sono piuttosto attiva sul blog. La cosa non ha nessuna relazione con la mole di lavoro che mi assilla, anzi. In effetti sono oberata più che mai, sia al sert sia nel campo fumettistico. Limitandoci a questo secondo ambito, la notizia di forse maggior rilievo è che ho firmato un contratto con la Casterman per un albo di 114 pagine del quale ho appena finito di scrivere la prima stesura della sceneggiatura. Ai disegni ci sarà il mio disegnatore-feticcio Armando Rossi (nonché mio boyfriend, cosa molto comoda) e la data d’uscita prevista è marzo 2009. Ne riparleremo in futuro. Per il momento non credo di aver voglia (o di poter) aggiungere altro.
Visto che sono una maniaca del lettering e che ho insistito per letterare il nuovo Ravenstock così come avevo letterato il vecchio, in questo periodo mi sto dedicando anche a questo.
Ho scritto la sceneggiatura per una storia di sei tavole per Madadh (mi pare di averlo già detto) dal titolo “Live fast – die young” della quale sono piuttosto soddisfatta, fatto non molto frequente. Se ho già detto anche che la disegnerà Michele Bertilorenzi perdonatemi per la ripetizione. Nessuno come lui è in grado di rendere determinate atmosfere rock&roll e mi aspetto davvero grandi cose.
Tra l’altro ho letto la sceneggiatura completa di Tommaso Destefanis della storia della serie “regolare” e devo dire che il divoletto dell’invidia mi sta mangiando viva. È troppo bravo, se non fosse mio amico gli avvelenerei la birra. Uffa.
Dovrei iniziare a scrivere la sceneggiatura per il terzo Ford Ravenstock, di cui ho già il soggetto, e lo farò a giorni.
Ho in ballo vari progetti in cerca di editore, anche questa non una novità.
Il Racconto Senza Nome ci ha lasciati, finalmente. Solo all’idea di doverlo formattare per metterlo on-line ormai avevo i conati di vomito.
Concedetemi due brevi parole sulla trascurabile trama, mentre sulla forma – che era il punto in questione – tornerò dopo che tutti i ritardatari avranno fatto i compiti.
RSN è a tutt’oggi l’unica cosa fantasy “seria” che io abbia mai scritto. Un po’ perché il genere non mi entusiasma un po’ perché in generale altre ambientazioni mi attirano di più, non mi ero mai cimentata nell’impresa. Inutile aggiungere che il genere fantasy stava benissimo anche senza di me e che il racconto non sarà di certo salutato come un’incredibile novità.
MrHarrison mi ha fatto notare privatamente che le Maschere somigliano in modo inquietante ai Mangiamorte, almeno nella prima parte della storia, e non posso dargli torto. Tra le varie influenze molto palesi a questa non avevo pensato.
Letto in quest’ottica RSN sembra l’apologia della vittoria del male sul bene, tema che sicuramente è tra quelli che compaiono più di frequente nei miei lavori. In questo caso, comunque, la vittoria delle Maschere rappresenta per me la vittoria del bene sul male, e non viceversa, mentre il tema “vero” era la difficoltà del mantenere un unico punto di vista in ambito morale, o anche “la gioia del tradimento”.
Devo stare attenta a non entrare troppo nei dettagli, perché questo discorso è connesso con l’esperimento.
Comunque di certo i temi del Peggio come vittoria morale e del tradimento come voluttà non mancheranno né nei prossimi Ravenstock né nel nuovo lavoro per Casterman, nel caso ne sentiste la mancanza (un giorno farò un post su Genet, a questo proposito).
A volte penso che farei la gioia di un freudiano e in effetti la psicoanalisi ha ormai più prestigio in campo letterario che psicologico, quindi va bene così.
Ma parliamo delle influenze palesi di RSN.
Qualcuno – purtroppo non ricordo chi – trovava un parallelismo tra Mitris e il Dr. Manhattan. Gli rispondevo che il personaggio di Mitris era quasi un plagio a V di V for Vendetta, anche se a quanto pare non era un plagio così evidente.
L’idea della città racchiusa tra alte mura è così banale e tipica di un certo tipo di fantasy e fantascianza che non sto nemmeno a citare le possibili fonti: ormai fa parte dell’inconscio collettivo di jungana memoria o quasi.
Gli animaletti di Sida dalla non-descritta forma appartengono alla frequentatissima categoria dei quasi-umani: scimmiette, gremlin, folletti, specie-qualsiasi di Guerre Stellari. Non mi sembrava che ci fosse bisogno di definirli ulteriormente e infatti nessuno si è lamentato. Da notare come la “filantropiaca” Sida li tratti (o meglio LE tratti) con totale e un po’ meschina indifferenza.
Il tema del drago era molto fantasy ed è uno degli aspetti più stucchevoli del racconto. Volevo una motivazione “fantasy” per gli sbalzi d’umore di Mitris e ho pensato che questa poteva essere passabile. Dentro di sé ogni lettore sa che in realtà il Signor Rivoluzionario è solo uno stronzo narcisista e che per Sida è decisamente Mr. Wrong, checché ne pensi lei.
Venendo a Sida… devo davvero aggiungere qualcosa alla sua “panteritudine”? Dal Bacio della pantera a Harry Potter non c’è molto da dire.
Vandooler per quel che mi riguarda somigliava un po’ a un Pinguino di Batman quando tenta di diventare sindaco, con tutti che fingono di non notare quanto ripugnante esso sia. Il solito MrHarrison mi faceva notare che Vandooler può essere visto come un Silente perverso. Anche se al momento penso che il Silente di Harry Potter SIA un maestro perverso (e penso anche che rendendolo gay la Rowling abbia fatto un ben povero favore alla categoria, rinforzandone lo stereotipo di debolezza e nient’altro) quando ho scritto questo racconto, un paio di anni fa, prima dell’uscita del sesto libro, la mia posizione al riguardo non era così netta. Tutt’al più credo di averci messo dentro un po’ di Craxi.
Riguardo al rapporto di parentela tra lui e Mitris… Guerre Stellari docet, no?
Non c’è niente di più distruttivo della famiglia, se è un certo tipo di famiglia.
All’interno di RSN c’è una tematica politica predominante, della quale magari parlerà ad esperimento ultimato. Per il momento mi limito a dire che mi interessava la tematica della rivoluzione come appannaggio di pochi: una rivoluzione guidata e portata a compimento da un’elite culturale senza che vi sia alcun (o poco) sentimento popolare al riguardo.
A ben pensare credo che sia la modalità più comune di rivoluzione, fatto che, forse, merita un secondo pensiero.
Right, fine dello sproloquio.
Ora torno a macerarmi su che cavolo vuol dire che tra due settimane “avremo i nostri”…

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. AleDiVirgilio ha detto:

    Csaterman?
    Mon Dieau, c’est magnifique!

    Potrei chiedere, allora, una dedica sull’albo da parte di Armando?
    Una cosa tipo:

    “Adesso che sono famoso, mi guardo indietro, con infinita tenerezza, e ricordo quel coglionazzo di Alessandro Di Virgilio, la mitica Scuola del Fumetto di Napoli, un meraviglioso 1986 e gli sbavamenti appresso al grande Paz!”

    Magari “coglionazzo” no, ma il senso si è capito.

    Grandiiii!!!!! 🙂

  2. utente anonimo ha detto:

    RBN non l’ho letto (lo farò appena potrò, ovvero scaricherò le puntate e le rimonterò in un unico testo, ché seguirlo a puntate e fare il giochino mi sfiniva), ma nei tuoi racconti ci sono troppo pochi anatroccoli e pinguini, e il mio animo infantile è triste.

  3. sraule ha detto:

    Brullo: il tuo sistema è molto logico ed è lo stesso che avrei seguito anch’io al tuo posto. Riguardo a pinguini e anatroccoli mi dispiace, ma il mio seno del sacro mi impedisce di utilizzarli in un racconto così brutto.

    Ale: grazie. Non dubito che Mr. Rossi eseguirà al più presto (o meglio, a marzo del prossimo anno), con o senza “coglionazzo”. 🙂

  4. mrharrison ha detto:

    il tuo SENO del sacro, questo sì che è un LAPIS freudiano…

    è molto interessante il discorso che fai sulle rivoluzioni, e questo mi fa dire che il racconto non è male. aggiungo che non mi è chiaro del tutto il motivo della rivoluzione del racconto, e che la mia indole nichilista non mi fa avere una buona opinione del risultato. ma, forse, in parte condividiamo questo pensiero.

    per passare ad altre cose, ho letto oggi su antemprima dell’uscita in aprile di ravenstock, e non posso che dirmi contento! prima o poi spero riuscirò a farmelo autografare, magari al prossimo salone del libro (sempre che ci vada… e che ci siate anche voi).

    sono curioso di leggere anche il racconto lungo e quello breve.

    mi hai citato ben 2 volte nel testo – non so se sia un bene… -, troppa grazia.

  5. sraule ha detto:

    non mi è chiaro del tutto il motivo della rivoluzione del racconto

    Già, le motivazioni sono volutamente lasciate sul nebuloso. Se noti, anche Sida quando “spiega” il suo punto di vista a Niu, in realtà non spiega niente.
    Mi rifacevo un po’ alle varie teorie dei clicli storici, secondo le quali a un certo punto inevitabilmente una rivoluzione ci sarà, per un motivo o per l’altro.
    Inoltre volevo trasmettere al lettore la sensazione dell’inconsistenza di tutta la cosa, fargli abbracciare, in un certo senso, il punto di vista della popolazione, che non sa e comunque ha altro di cui preoccuparsi, un po’ come nella rivolta di Napoli del 1799, che ebbe scarsissimo sotegno popolare.

    la mia indole nichilista non mi fa avere una buona opinione del risultato

    Sono felice anche di questo (la parte che mi interessava del racconto ha funzionato!). In effetti ho provato a trasmettere l’idea di una rivoluzione così inconsistente che cambierà ben poco. Verosimilmente Niu prenderà il posto di Vandooler: sarà forse un po’ meno abietto, ma il sistema è gattopardersco e lo capiscono tutti.
    Non a caso Mitris se la fila.

    magari al prossimo salone del libro (sempre che ci vada… e che ci siate anche voi).

    Io lo spero.
    In quel periodo comunque saremo in giro per promozione, quindi è probabile di sì!

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