And this is the end.

—-

Rentor ha paura. È il sentimento che ha dominato tutta la sua esistenza e non si aspettava certo di liberarsene ora che Mitris ha vinto.

Anzi, ora che i buoni e i cattivi sono diventati un’unica cosa (per lui lo sono sempre stati) la sua situazione è ancora più critica.

Nella città dove i tumulti si spengono e si accendono e, allo stesso modo, si accendono e si spengono i festeggiamenti, Rentor cerca di prendere il largo senza farsi vedere.

La fuga è l’ultima soluzione che gli è rimasta, pensa, non volendo prendere in considerazione le altre possibilità che lo attendono.

Si infila nell’ennesimo vicolo, credendosi non visto, e inizia a cercare il punto migliore per iniziare la discesa nel sottosuolo che deve portarlo nelle vicinanze delle mura.

Dall’alto del tetto delle Guglie Niu lo segue con l’aiuto di un cannocchiale. Il legame che hanno è bastato ad avvertirlo delle sue intenzioni, ma ora non riesce a decidersi a fermarlo.

“Non ha nessuna importanza,” dice una voce alle sue spalle.

È metallica, stanca, indebolita.

Niu si volta per osservare Mitris che si avvicina, ancora provato dall’ultimo scontro. È chiaro che muoversi gli procura un certo dolore ed è altrettanto chiaro che non sarà quello a impedirgli di muoversi.

È, Niu se ne accorge ora che si è fatto più vicino, in gran parte sostenuto dalla magia.

“Rentor sta scappando,” dice, anche se dovrebbe avere già capito che l’altro lo sa benissimo.

“Lo fa da una vita,” ribatte l’altro. “Sei tu che sei riuscito a trasformare in un traditore il mio servitore più fedele. Che disdetta che fosse un tale vigliacco.”

Niu osserva il profilo di porcellana dell’altro riflettere i raggi del sole senza riuscire a decifrarne l’espressione.

“Devo catturarlo?” chiede, pentendosene quasi subito. Sta dando l’impressione di attendere degli ordini.

“A qual pro?” ribatte Mitris. “Lasciamolo scappare. Lasciamo che passi il resto della sua misera esistenza a guardarsi le spalle per paura di un inesistente nemico.” La sua fronte si aggrotta leggermente, mentre aggiunge: “Avrebbe dovuto morire per me.”

Niu non dice niente.

Si chiede privatamente se qualcuno che non sia sua sorella fosse davvero disposto a morire per lui. Forse no, ma che cosa importa ora?

Mitris ride appena, lasciando vagare lo sguardo sulla città. “Avrebbe dovuto almeno tradirmi fino in fondo. Non è stato capace neanche di fare questo… lascialo scappare, Niu.”

Si volta lentamente. “Credo che tornerò al palazzo, ora.”

 

—-

Il Tarma è steso, maestoso, davanti a loro, d’argento. Sida lo osserva nella luce della sera, dall’insolita prospettiva del Palazzo del Consiglio.

Sono sul terrazzo più alto dell’edificio. Davanti a loro, a sud, le possenti mura lasciano filtrare il fiume sotto i loro bassi archi. A Sida ricordano i denti di un drago che sorride.

Mitris è appoggiato al parapetto e guarda in basso con espressione non molto felice.

“A che cosa pensi?” chiede Sida.

Lui si volta, le sorride. “Che devo andarmene,” dice.

“Proprio ora?” ride lei.

Mitris sospira. “E quando se no?”

“Non ti lasceranno andare via. Sei il loro capo. È quello che volevi. Guarda… tutto quello che vedi sta cambiando grazie a te.”

Mitris annuisce. “Sono contento,” dice.

“Non è vero niente,” lo smentisce lei. “Da quando ti ho tirato fuori dal Tarma non sei stato contento un solo istante, neanche quando ti hanno nominato capo del consiglio.”

Mitris la guarda in silenzio per alcuni istanti. Le sue pupille d’argento sembrano attraversarla.

“Ecco, magari non dovevi tirarmi fuori dal Tarma. Forse…”

“Non riesci a superare il fatto di averlo ucciso,” lo interrompe lei.

“Non è vero,” risponde Mitris. “Sapevo che avrei dovuto farlo. Non c’erano alternative. Ma pensavo che… pensavo che dopo avrei voluto ancora… lo sai, regnare. Ma non è così, non voglio. Non mi importa più. Voglio andarmene e basta, a vivere la mia vita.”

Si sposta i capelli indietro, guarda Sida. Sta cercando di essere sincero, di aprirsi con lei, di comunicarle qualcosa. Sida ascolta.

“Ho cercato di vivere la vita che mio padre non voleva che vivessi, per il semplice fatto che non potevo. Volevo distruggere l’altro drago e sedermi tutto tronfio al suo posto. Ecco, adesso l’ho fatto e ho scoperto che il suo posto non mi piace per niente.”

“Hanno bisogno di te, Mitris. Ci sono così tante cose da fare. Perché non rimani per un po’, almeno finché…”

“Finché non divento come lui, vuoi dire? Non guardarmi così, lo sai che succederebbe. Siamo troppo simili. Ne sento già il profumo e non voglio dirti che non mi piace.”

Mitris chiude gli occhi. “Ma me ne voglio andare.”

Sida torna a guardare il Tarma e, sui due lati, Sol. Ci sono ancora dei fuochi che stanno bruciando, da qualche parte, può vedere le sottili colonne di fumo.

“Ora la domanda è: verrai con me?”

Sida sorride, divertita.

“Non so, dove pensavi di andare? In una piccola casetta, al limitare del bosco?”

Mitris ride, si sporge verso di lei, appoggiato con i gomiti al parapetto, la testa che sfiora la sua spalla. “Ecco… ho pensato che forse quella vita sarebbe un po’ troppo impegnativa. Sai, non vorrei tirarmi indietro, ma…”

“È  faticoso vivere dentro un sogno, è questo che vuoi dire?”

Mitris solleva la testa, divertito.

“Pensavo solo che a una ragazza di città come te forse sarebbe piaciuto di più qualche altro posto. Kenda, ad esempio.”

Lei sbuffa. “Hai già pensato a tutto.”

“Certo.” Si solleva e la guarda negli occhi. Vicino, molto vicino. “Ci ho pensato tanto, Sida. Forse più di quello che credi.”

China la testa per baciarla, ma viene interrotto da un colpo di tosse.

“Signore… hem, Mitris. Il governatore di Novda chiede di incontrarti,” borbotta uno dei valletti del palazzo, guardando altrove.

“Qualunque posto va bene,” sussurra Sida, ridendo.

—-

Personaggi: Sida, Niu Ardati, Mitris, Rentor.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo scrive:

    post cumulativo generale globale totale fatale

    Mitris: Sovversivo
    Sida: Democratica
    Niu: Democratico
    Vandooler: Autoritario
    De Romains: Sovversivo
    Artides: Sovversivo
    Rentor: Mastella

    madmac

  2. utente anonimo scrive:

    Hey, grazie Madmac! Stamattina mi eri sfuggito!

    Certo che Rentor è in continuo peggioramento, eh?

    Sraule

  3. utente anonimo scrive:

    ehehe, sì, penso che l’autrice si sia inconsciamente ispirata ai peggiori figuri del bel paese

    madmac

  4. mrharrison scrive:

    penso valga per il solo capitolo, non per tutto il racconto…

    sida: serena, realizzata – sovversiva;
    niu ardati: paraculo (lo so, non è un aggettivo), marziale – autoritario;
    mitris: un po’ indeciso, umano – sovversivo;
    rentor: porello…, (ser)vile – autoritario (idem come per il commento all’altro capitolo)

  5. sraule scrive:

    Madmac: mica tanto inconsciamente 🙂

    MrHarrison: Anch’io come sotto!

  6. utente anonimo scrive:

    Ho appena finito di leggere il Racconto Senza Nome.
    Complimenti, mi è piaciuto molto.
    Nei prossimi giorni con calma assegnerò gli aggettivi, per il momento da bravo appassionato di fantasy mi sono solo gustato la lettura.
    Bella l’idea del metamorfo/drago.
    Anche l’ambientazione è costruita molto bene.
    Di nuovo complimenti!

    Luca.

  7. sraule scrive:

    Grazie Luca. Specialmente grazie per l’apporto all’esperimento, che qua si è un po’ impantanato causa ritardi…

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