Visto che a Natale siamo tutti più stressati, vi faccio fare una pausa da quella pera di racconto che vi sto sottoponendo e vi guido in un tour illustrato nel magico mondo dei miei peli craniali e delle loro molteplici mutazioni.
Negli ultimi tempi, infatti, le conversazioni con i miei amici/colleghi si sono spinte innumerevoli volte sull’argomento. Sicuramente un segno cosmico.
E poi, diciamocelo, non ho bisogno di grandi stimoli per parlare di ME, uno dei miei argomenti preferiti.

Il nostro mirabolante tour ha inizio nel presente. Lucca 2007, con Armando e Smoky Man. Non credo di dover specificare che io sono quella bionda e figa da morire. Smoky è stato deturpato da Antonio di De-Code (che ringrazio per la foto per proteggerlo dalle folle di fan scollacciate.

Facciamo un piccolo salto indietro. Di circa quattro anni, direi. La mia faccia non si vede perché come al solito facevo la scema, ma giuro che la super-rossa sono sempre io. Forse appena un pelo meno fuego di come sembra qua, per onestà di cronaca. Ho dovuto cambiare colore perché così ero talmente figa che gli uomini si aprivano le vene davanti a me ogni volta che gli dicevo che ero già fidanzata.

Subito prima ho avuto un altro periodo biondo platino. Qua sotto faccio la scema provandomi una nuova cerata per la barca (mai usata, credo).

Poco prima, circa otto anni fa, ormai, ero come mi vedete in questa serie di foto. All’epoca avere i capelli blu per me significava aver fatto un consistente passo avanti verso la sobrietà. Se non ci arrivate dagli occhiali da sole enormi (che sono un po’ il mio marchio di fabbrica) io sono la seconda da sinistra.

Ovviamente eravamo a Londra, di fronte al Big Ben. Vedrete che ci sono molte foto londinesi. Non solo perché ci sono stata un sacco di volte, ma anche perché mi sono quasi sempre portata la macchina fotografica, cosa che non si può dire per il resto delle mie normali giornate. Qua sotto è lo stesso gruppo nella metro di Bond Street (credo).

Già che ci siamo vi propongo altre due foto di due altri miei periodi "platino". Tra un colore e l’altro sono sempre tornata lì, evidentemente è il mio destino. Qua stavamo partendo per una serata alla Villa Occupata di Firenze (che nostalgia, snif!). Io sono quella che salta. Notate, please, il cappotto peloso molto seventies. In quel periodo mi dividevo equamente tra il punk-hardcore e David Bowie, credo. La cosa di David non mi è passata.

Qua sotto, invece, stavo per uscire con il mio fratellino Poncho (lui sa). A farmi l’acconciatura a mini-chignon ci avevo messo roba come dei secoli. Ora non potrei più, non avrei mai il tempo. Ovviamente ero così gnocca che dovevo prendere a mazzate i pretendenti per allontanarli, ma all’epoca ero single, mi pare.
Il che, per strano che possa sembrare, spiega anche l’acconciatura.

Nel periodo subito precedente ero rosa. Qua sono a un campeggio internazionale con gli scout (laici, tengo a precisare) in Svizzera. Con uno dei biondoni olandesi in fondo alla foto ci andavo a letto, ma lascio a voi immaginare chi fosse. Chi sono io, invece, non dovreste avere problemi a capirlo.

Subito prima ero nel periodo di massimo splendore punk, con cresta nature di circa 20 cm, a volte liscia a volte a spike, come in questo scatto quasi autoriale, oserei dire. Quella dietro era il muro di camera mia, se ve lo state chiedendo.
Ed è ancora così. 🙂

Facciamo ancora un passo a ritroso. Qua sono di nuovo in Inghilterra, a Richmond per la precisione. La cresta è corta e rossa e la foto fa molto London Calling.

Qua sotto, sono seduta sui gradini del Teatro Civico di Spezia, il luogo di raduno dei punk per eccellenza della mia città. Anche l’aria scazzata era punk. La cresta era bionda e corta meno di dieci cm.

Ormai siamo quasi alla fine. Ancora uno scatto londinese (Embarkment, se non erro). Malgrado i miei gusti sessuali notoriamente eterodossi la giapponesina NON è la mia girlfriend (questo prima che Brullo mi mandi un anatema).

Infine, eccoci al punto di partenza. Qua devo avere circa 13 anni, se non meno, sono ancora una volta ad una uscita con gli scout e i miei capelli sono del loro colore NATURALE. Non sarebbe mai più successo.

Se facciamo ancora un passo indietro, però, c’è ancora qualcosa che mi piacerebbe farvi vedere. Purtroppo non ho alcuna fotografia a testimonianza di quel momento.
Dovevo avere circa 8 anni ed ero a passeggio con mia madre. A un certo punto, tra la folla del centro, emerge un personaggio che fa voltare tutte le teste.
Snello, fantastico, incredibile… i miei occhietti di bambina stavano per uscire dalle orbite.
Un tizio con un’altissima, liscissima, lucidissima, cresta castana, pantaloni aderenti e grossi anfibi.
Sconvolta, ho tirato la manica di mia mamma e le ho chiesto, tutta eccitata: "mamma, e quello cos’è?"
"Un punk," mi risponde lei.
E io penso: "Wow, da grande voglio essere così."

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. mrharrison ha detto:

    hai avuto un periodo blu e un periodo rosa, come un altro tizio. non mi ricordo chi, però. in aggiunta hai avuto anche il periodo platino, che fa molto carta di credito super-lusso. e anche il periodo rosso, tipo mao. e anche il periodo cresta. ragazzi quanti periodi – sintattici e cronologici.
    il mio preferito direi essere quello platino con la cerata – mai usata – per la barca. ho sempre preferito i capelli naturali, ma la divisa degli scout… no, gli scout proprio no…

    ora capisco perchè sida è una mutaforma…

  2. utente anonimo ha detto:

    a vedere tutte queste foto del tuo passato mi sono sinceramente commosso.
    giuro.

  3. utente anonimo ha detto:

    stupidi i miei capelli, così banali, così scialbi, così mediocri!!!

    madmac

  4. sraule ha detto:

    MrHarrisono: Ho avuto anche un periodo verde smeraldo – non documentato.

    Non ci crederai, ma a me Sida non sta molto simpatica. Non dico altro 🙂

    Brullo: tu devi solo pregare che non decida mai di pubblicare le tue foto.
    Queste, alcune provocano seriamente la lacrimuccia, lo so.

    Madmac: tra i miei amici ero una delle più tranquille. Fai tu.

  5. utente anonimo ha detto:

    Certo che rossa eri davvero fighissima!!!

  6. sraule ha detto:

    Ma mai come sono figa adesso, d’altronde!

  7. utente anonimo ha detto:

    IO VOGLIO LA MIGLIORE…
    DI QUESTE FAMOSE FIGHINE… CIAO PIETRO

  8. sraule ha detto:

    sto giusto pensando se bannarti o no, pietro.

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