Ecco qua. Dopo un lungo periodo di silenzio ritorno alla norma, ossia alle lagnanze.

Lo so, anche a voi piace avere delle certezze.

Iniziamo dalla piscina.

L’anno scorso, di questi tempi, un orrendo mal di schiena si è andato ad aggiungere all’enciclopedia delle mie malattie. Vado dall’ortopedico, che mi dice, in poche parole, che i miei addominali sono inesistenti e che questo influisce sul mio sostegno spinale. In realtà lo sospettavo già da quando non ero riuscita a salire con la forza delle sole braccia su un muretto alto circa un metro e dieci.

Va bene.

Come posso fare, dico io, innocentemente, per ricreare i miei addominali? Anche qua, sospettavo già che la risposta non mi sarebbe piaciuta.

I medici non ti danno mai una cura semplice tipo “Ecco qua, Susanna, prendi due volte alla settimana questa pastiglia per gli addominali e torni tra un anno”. No.

Invece l’ortopedico mi dice che devo andare in piscina.

“Bene,” faccio, sollevata. “Nuotare mi piace.”

L’ortopedico si guarda le mani con aria imbarazzata prima di comunicarmi che devo fare aquagym. Sul momento io rido. “Non dirà mica quella cosa tipo aerobica, solo in acqua, dove una decina di pollastre cellulitiche saltellano a ritmo di orrenda musica disco?”

La risposta, chiaramente è sì.

Visto che però il mal di schiena non passa, in preda a grande vergogna, mi presento mogiamente in piscina e inizio a frequentare il suddetto corso. Naturalmente vorrei stendere l’istruttrice con qualche frase mortalmente acuta sulla natura platonica dell’quagym, ma per fortuna nessuno me ne dà l’occasione.

Ora, per quanti, come me, fossero rimasti alla definizione sopraccitata dello “sport” in questione, permettetemi di rettificarla.

Aquagym (“acquagin”, come c’è scritto sui volantini della piscina – il che ha lanciato il moroso in una serie di gag su alcolisti anonimi e cocktail bar subacquei) è in realtà solo un altro nome per “culo boia”.

Altro che leggiadri saltelli. C’è da spezzarsi le ossa.

Insomma, l’anno passa e io mi trovo mio malgrado rassodata. Poi viene l’estate. Autonomamente (col cazzo che ci torno da quello lì) decido di passare al nuoto. Ah! Molto più dignitoso, e anche meno faticoso.

Credo che nessuno sarà troppo stupito di sapere che, essendo io passata velocemente dal nuoto al nulla, la settimana scorsa sono dovuta tornare in piscina con la coda tra le gambe.

L’istruttrice mi ha guardata sogghignando e infatti sono uscita di lì con acido lattico sufficiente per quattro settimane.

E l’acconciatura nuova (che potete ammirare in questa foto) del tutto rovinata.

E a proposito di foto.

Ho anche un nuovo cellulare. Si chiama Motorola V1075 e fa tutto. Foto, filmati, caffè. Ha la connettività UMTS che non so nemmeno che cosìè e metà delle voci sul menù mi sono totalmente oscure.

Per il momento non sono riuscita ad usare propriamente il t9, poi si vedrà.

In tutto ciò, e tanto per concludere con le lamentele e con il post, in questi giorni ho finito di letterare Inside e di impaginare il nuovo catalogo di Cut-up, cosa che, naturalmente, mi ha fatto rimanere indietro a bestia con le recensioni (la montagna sul comodino ormai è in procinto di essere visitata dai geologi di stato ed essere segnata sulle cartine) e con la sceneggiatura del fumetto sui diari dell’endurista.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    susyyyyyyy.. ho lasciaoto i file a casaaaaaaaa… mandameli su gmail.com!!!! la prima parte è uguale alla mia mail di tin.it

    robbbbbbb

  2. mrharrison ha detto:

    ecco un’altra persona che accumula montagne di libri vicino al letto. li accatasto, li metto in ordine di preferenza, ne leggo anche 4 contemporaneamente e poi non è neanche detto che li finisca.
    per quanto riguarda lo sport, mi è stato consigliato il nuoto, ma ho finto di non sentire; poi ho finto di non capire la lingua; sgamato nuovamente, sono entrato in stato di morte apparente. posso ancora pensare di andare in palestra, mi manca la mia leggendaria elasticità muscolare, ma nulla mi porterà a rientrare in quei luoghi che puzzano di cloro…
    ho scritto un post che forse potrebbe interessarti…
    quando il disco è finito, non mancherò di fartelo sapere.
    ciao!

  3. sraule ha detto:

    E’ un problema comune, quello dei libri intendo. Il fatto è che dovrei recensirli.
    Leggermente ossessiva questa cosa dei quattro libri per volta, eh? 🙂
    Ora vado a fare un giretto nel tuo posto!

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