Sul mio comodino i libri si accumulano, ma questa non è una novità. A volte ho l’impressione che favorire naturalmente l’accumulo di oggetti foliati faccia parte delle specifiche di tutti i comodini. Nel mio caso, poi, non è nemmeno un comodino "vero", visto che assomiglia di più a un mobiletto ed ha ben sette cassetti.
Avrete già intuito che quando suona la sveglia uno per spegnerla deve arrampicarsi.
E’ stato tutto attentamente pianificato.
Insomma, questo era per dire che anche sul mio comodino i libri si accumulano.
Già normalmente il mio ritardo è cronico, ma ultimamente sono stata particolarmente negligente. Il fatto è che le vacanze (degli altri) mi infiacchiscono.
Parte della colpa, devo ammettere, dipende anche dal fatto che il sito su cui scrivo (Cut-Up) è in via di aggiornamento, dopo essere stato per eoni in modalità provvisoria. Tutti i miei vecchi articoli sono già stati caricati su quello nuovo (che è bianco e verde lime – gulp!) e quindi, in un certo senso, scriverne altri che poi andranno trasferiti mi sembra uno sbattimento inutile. Ok, alla mia pigrizia non c’è limite e, sì, mi vergogno un po’.
Inoltre ho l’impressione che alle poste, con la scusa delle vacanze, mi abbiano fatto sparire un po’ di libri.
Tanto.
Per.
Cambiare.
Insomma, quello che sto cercando di confessare, tra un alibi e l’altro, è che ho letto materiale non autorizzato! Al posto di quello da recensire!
Troveranno un buco abbastanza caldo e sporco all’Inferno per me?
Il fatto è che ho trovato su un banchetto delle vecchie edizioni dell’Editrice Nord, gioielli degli anni Settanta che non potevo ignorare. Inoltre il mio buon amico Brullo mi ha portato un ossetto piuttosto gustoso, ovvero un Urania praticamente preistorico della Quinn Yarbro: Morti e sepolti (che, ad onor del vero, non sembra un granché).
Quindi, ecco, devo ammettere che le mie ultime letture sono state "Il pianeta Sangre", di Norman Spinrad (delirante è dir poco, ma non quanto il suo Il signore della svastica), l’ottimo "Il drago e il George" di Gordon R. Dickson e, specialmente, la "trilogia marziana" di Edgar Rice Burroughs (del 1913, sua prima opera), che la Nord ha pubblicato come "John Carter di Marte", titolo a mio parere piuttosto infelice (ma non quanto l’illustrazione di copertina).
Per chi se lo stesse chiedendo, immaginando Tarzan su Marte avrete buone probabilità di avvicinarvi al succo del romanzo. Semplicemente fantastico. Retorica che sprizza da ogni riga, combattimenti inverosimili, esseri eccezionali, Onore ed Armi, sprezzo totale per legami causali tra gli avvenimenti e ingenuità scientifiche così abnormi da essere arte. Ho amato ogni buco narrativo e ogni frase altisonante, ma, più di ogni altra cosa, ho riscoperto quanto può essere piacevole e rilassante leggere roba di cui non devo scrivere niente e di cui non frega un cazzo a nessuno tranne ai nerd della fantascienza (che, a ben pensare, sono un esercito abbastanza numeroso e agguerrito).
Ora, dopo aver finito di sollazzarmi con le avventure di John Carter, e visto che abituarsi alla mollezza è facile, ho iniziato a sentire il bisogno di rileggere il Canone. E’ una debolezza che mi coglie ogni due anni circa e alla quale non posso resistere, quindi è inutile lamentarsi.
Inoltre i meno pigri di voi (ovvero quelli che hanno decifrato il semplicissimo codice del biglietto più sotto), sapranno che "ripassare" mi servirà di qua a poco.
Dopo, quindi, aver riletto (il prossimo step sarà imparare ogni riga a memoria, in modo da non aver più bisogno della mia copia cartacea – ci sto lavorando) Uno studio in rosso, Il segno dei quattro (entrambi contengono alcune delle mie scene holmesiane preferite, per quanto sia difficile scegliere), Uno scandalo in Boemia, La Lega dei capelli rossi e Un caso di identità, continuerò col resto.
Visto che qualunque holmsiano potrà dirvi che una volta iniziato è impossibile interrompere, la pigna sul mio comodino dovrà attendere fin dopo il Taccuino, forse anche fin dopo i miei apocrifi preferiti.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    io, che come sai viaggio solo sui classici, sto leggendo Erodoto, che quanto ad assurdità, aneddoti inverosimili e gag involontarie spacca il culo a chiunque sia venuto nei successivi 2400 anni.

  2. utente anonimo ha detto:

    ah, attiva i feed! 🙂

  3. sraule ha detto:

    Dio, erano decenni che non ne sentivo parlare.
    Comunque ora mi è passata e sono tornata al lavoro, mondo cane.

    Ho attivato i feed, visto che ci tieni tanto. Non mi ero mai posta il problema che qualcuno potesse voler essere informato tempestivamente di un mio post.

  4. utente anonimo ha detto:

    Ahhh…bello ammirare i libri che si accumulano sul comodino, io, però, ho una pila di libri da un lato ed una di fumetti dall’altro…da impazzire, un giorno finirò quelle esigue pagine di cui si compone Tropico Del Cancro!
    grazie per il passaggio sul mio blog!

  5. utente anonimo ha detto:

    De nada.
    Ohibò, dei fumetti è meglio non parlare. Ormai non ne leggo più: non ho tempo. 🙂

    sraule

  6. utente anonimo ha detto:

    ciao Susanna sono Luca Maresca, il disegnatore del secondo numero di Inside!
    sono contento di averti beccato!
    ciao!

  7. sraule ha detto:

    Hey, ciao!
    E’ sempre bello beccare qualcuno online, eh?
    Ora ti passo a trovare.

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