Lo so, latito. Passiamo subito alle comunicazioni di servizio, quindi. L’1, 2 e 3 Giugno sarò a Vasto (Chieti) per la manifestazione fumettistica “V for fumetto”. Commenti spiritosi sul nome di detta manifestazione saranno puniti col malocchio immediato, visto che è nato dalla mia brillante mente (mentre facevo la doccia, per la precisione, quindi abbiate pietà).

L’immagine sulla locandina, della cui bellezza potete bearvi qua sotto, è di Armando Rossi, che interverrà anche lui. Ricordo che tra gli ospiti ci sarà anche Daw, per tutto il resto andate a dare una bella occhiata al sito vforfumetto.it, dove il programma e gli ospiti sono descritti nel dettaglio.

Quello che non c’è scritto (credo), è che a Vasto c’è anche una spiaggia da paura. Fine della comunicazione di servizio.

Passiamo agli abituali argomenti di questo blog, ovvero le cazzate in libertà.

Il mio amico Roberto insiste da circa due anni perché io legga Luk’janenko. Premettendo che gli scrittori russi contemporanei non mi suscitano alcuna simpatia (con l’eccezione di Pelevin e dei suoi lupi mannari) questa volta era mia intenzione assecondarlo, per vari motivi.

A parte che io e Roberto abbiamo gusti abbastanza compatibili (non stiamo parlando dei cosi pelosi  come si chiamano  ma che vi pensate?  i pokemon!). A lui piace Ellroy, a me piace Ellroy; a lui piace Lansdale, a me piace Landsdale; a lui piace Stark, a me piace Stark, a lui piace Harry Potter… okay, Harry Potter piace al resto del mondo, comunque avete capito il mio punto.

Poi il genere, così come mi era stato descritto, era decisamente pane per i miei denti.

Infine, dopo aver visto il film I guardiani della notte mi sono definitivamente convinta.

Siccome mi conosco e so di diventare facilmente dipendente dalle saghe, ho aspettato di avere sotto le zampe l’intera trilogia, tranne scoprire tardivamente che c’è un quarto libro non ancora tradotto in italiano (anche se reperibile in inglese).

Quindi, ecco come sono andate le cose.

Step 1. Mi procuro I guardiani della Notte, lo leggo nella tratta La Spezia – Milano (Trenitalia offre spontaneamente il suo aiuto pruducendo ritardi per complessivamente un’ora e mezza) e lo trovo MB, come direbbe Bridget Jones.

Niente che, per dire, Gaiman non avesse già fatto con Neverwhere: mitologia urbana, fantasy senza spadoni e realtà alternative che scorrono accanto alla nostra (sotto, nel caso di Gaiman).

Luk’janenko fa più o meno lo stesso e lo fa bene, accidenti se lo fa bene. Alla fine del primo libro, come prevedevo, mi prude di leggere il secondo. Aspetto ben una settimana (nel frattempo la roba da recensire si accumula impietosamente sul mio comodino e in mezzo c’è anche la Fiera del libro di Torino) prima di mettere le mani su I guardiani del giorno.

Ora, per chi non avesse familirità con i termini: sulla terra, oltre ai normali esseri umani, ci sono anche gli Altri. Gli Altri sono esattamente quello che state pensando: maghi, streghe, vampiri, mutaforma, ecc… Un bel po’ di tempo fa gli Altri si sono divisi. Da una parte gli Altri della Luce, dall’altra gli Altri delle Tenebre. Tra le due parti è stato fatto un Patto che definisce i rispettivi diritti e doveri. Niente di nuovo sotto il sole. Gli Altri della Luce hanno una guardia che tiene d’occhio gli Altri delle Tenebre, la Guardia della Notte, mentre gli Altri delle Tenebre hanno la Guardia del Giorno che controlla che quei santarelli della Luce non facciano cazzate. Sopra a tutto ci sono gli Inquisitori, che, guarda caso, controllano e vigilano.

Nel primo libro la Guardia della Notte (i buoni) si mettono in vantaggio. Nel secondo la Guardia del Giorno (i cattivi) ribalta la situazione.

Visto che è noto che io tengo sempre per i cattivi il secondo libro mi è piaciuto anche più del primo.

E così, inevitabilmente, lo stesso pomeriggio in cui ho finito I guardiani del Giorno ho comprato anche il terzo volume: I guardiani del Crepuscolo.

Nel quale le carte in gioco sono ancora di più, la partita si complica e i due (anzi, tre) schieramenti si confondono.

Anche se suppongo che non ne sentiate l’impellente bisogno vi darò le mie impressioni sciolte:

Uno. Che bello, finalmente il protagonista “buono” non è un infelice cazzone degno di essere investito da un tir e trascinato seco per cinquanta chilometri! Anton è un personaggio assolutamente decente che si diverte ad uccidere gli insetti e a cazzeggiare. Beve anche, ma pare che in Russia bevano tutti come lavandini. Visti gli inverni che hanno, non me ne stupisco.

Due. È ovvio che ho appena adottato un altro cattivo per la mia collezione. Il capo della Guardia del Giorno, Zavulon, sta familiarizzando sul mio comodino con Voldemort, Diogenes Pendergast, Dexter e tanti altri nuovi amichetti.

Tre. Questa roba fa ridere. Non è che uno si spanci dalle risate per tutto il tempo (per quello c’è Pratchett), ma la vita degli Altri di Mosca è decisamente divertente.

Quattro. Nel secondo libro una streghetta succhia energia dalle bambinette di un campo scout (di pionieri, in realtà, che è quello che hanno in Russia). Nel terzo due piccoli scout e un educatore sono licantropi. Finalmente qualcuno che comprende l’essenza dello scoutismo! (Sono stata negli scout – laici – per dieci anni. In questo periodo abbiamo avuto alcuni fascisti, vari omosessuali, due satanisti, un cospicuo numero di spinellomani, un capo fermato per guida in stato d’ebbrezza e anche… me. Questo tanto per la cronaca.)

Cinque. Hanno accusato Luk’janenko di scrivere i libri dei guardiani per motivi commerciali, e lui si è dichiarato piuttosto d’accordo. Molto bene. Non so se si è capito, ma starei aspettando The Last Watch

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    🙂
    hehe… droga pura!
    mi fà impazzire come definisce il bene ed il male e sul come si decida di usare il potere. all fine del 3 libro anton e la moglie sono praticamente una 4° forza… The last watch?… mi sembrava che su mazon dovesse ancora uscire il 3° (che chiamano the dusk watch). A questo punto son curioso di vedere l’armando che ne pensa..

    abbraccioni.

    robb

  2. utente anonimo ha detto:

    No, The dusk watch è quello già uscito anche in italiano come I guardiani del Crepuscolo… oppure no?

    mmm… adesso vado a controllare.

    E comunque, onestamente, ma chi cavolo non userebbe la forza per se stesso? Questa è come quella di Guerre Stellari: “Dart Vadether (o come si scrive) è cattivo perché vuole essere il padrone dell’universo.”
    Ok, che cosa c’è di male. Mi sembra un’ambizione legittima e sensata.
    Oppure Voldemort: “è malvagio perché vuole essere immortale.”
    Oh, ma dico, stiamo scherzando?
    No, io invece voglio morire il prima possibile, sai com’è… 🙂

  3. brullonulla ha detto:

    io sto leggendo “fascisterie” di ugo maria tassinari, che con una sola riga di sereni fatti sull’eversione neofascista italiana spazza via con maestria ogni possibile romanzo horrorgiallonoir.

  4. sraule ha detto:

    ma l’hai letto le uova del drago (o come cavolo si chiama quello di buttafuoco)?

  5. utente anonimo ha detto:

    no, mai letto. fantasy o simile?
    cmq, a livello di complessità e cattiveria forse è peggio il “luminoso”.. alla fine zavulon rimane all’interno di uno schema predeterminato e basato sull’ opportunismo… differenziato da quello dei vampiri e dei mutantropi sono altre 2 forme di “notte”… sopravvivenza uno ed istinto di base l’altro. invece avere il potere e non poterlo usare veramente deve essere terribile. Fantastico vedere come l’abuso può portare allo spegnimento dell’altro della luce. Anton è un grande… un 4 libro con lui “censura.. diventato quello che è diventato” mi incuriosisce moltissimo.

    ciuz

    robbè
    p.s.
    brullo… che libro è?

  6. utente anonimo ha detto:

    rigoogleato un pò… dusk watch deve essere il nome con cui doveva uscire twlight watch. non ho trovato notizie di un 4 libro… :(… te dove le hai trovate?

    ciuz

    r.

  7. sraule ha detto:

    su wikipedia uk

  8. utente anonimo ha detto:

    mmm.. controllato. in realtà last watch è uno dei racconti del 2° libro.

    più info quì

    http://www.lukianenko.ru/bibliography_eng/

    ciuz

    ruobbb

  9. sraule ha detto:

    ok, obbiettivamente non ci sto più capendo una mazza, ma credo che Last watch sia il nome dell’edizione inglese del 4° libro, che in originale era il titolo di un racconto.

    L’importante è che un 4° libro esiste, e in questo Anton va a Edimburgo (e anche nel 5° livello del Crepuscolo).

    Purtroppo pare che gli intrighi siano di tipo più “globale”: a me le mafie private moscovite piacevano di più, però…

  10. utente anonimo ha detto:

    Voi due! basta spoilerare a questo modo! Che qui c’è gente che deve ancora cominciare il primo!!!

    Armaduk

  11. utente anonimo ha detto:

    hihi…. meglio non dirgli della strega! 😀

    r.

  12. sraule ha detto:

    questo poco ma sicuro! >:[

  13. utente anonimo ha detto:

    il libro è questo. Ugo Maria Tassinari è un giornalista di sinistra.

    originariamente edito da Castelvecchi (se non erro), è ora fuori stampa, se ne trova copia pre-pubblicazione liberamente disponibile qui.

    estremamente ricco di informazione e magistralmente documentato, ma piuttosto confusionario nell’esposizione. le note a margine sono enormemente illuminanti però.

  14. sraule ha detto:

    le note a margine sono enormemente illuminanti però.

    le hai accese?
    brullo, le tue letture mi inquietano sottilmente, come direbbe il nostro gotico amico a.

  15. kush13 ha detto:

    minchia gli scout. Mi vengono i brividi solo a pensarci

  16. sraule ha detto:

    sì, modestamente i satanisti erano il nostro fiore all’occhiello. dopo non ne hanno più fatti di programmi educativi così.

  17. utente anonimo ha detto:

    ah beh, ho anche comprato un libro su mambro e fioravanti ieri.

    lo sai che io ho una fascinazione pazzesca per il batuffolissimo mondo dei neofascisti. del resto dovevi immaginare cosa sarebbe successo quando io e te ci siamo autodefiniti “l’ala reazionaria del civico” dieci anni fa! 🙂

  18. sraule ha detto:

    temo che quella definizione ci accompagnerà nella tomba (o forse, chissà, sulla tomba: non sarebbe male come epigrafe).

  19. mrharrison ha detto:

    ho latitato ben più di te, a quanto pare. sono stato tristemente impegnato nell’ultimo mese. e mi sa anche che ci siamo mancati alla fiera del libro; sono andato il sabato, ho sentito una conferenza, giro tra gli stand, corsa a torino comics (troooooppo caldo) e via. al solito, non credo mi rimarranno ricordi del saloncino

  20. sraule ha detto:

    sì, torino è stato un incubo. la sezione comics era una sauna e putroppo io mi sono dovuta fermare lì per un bel po’ di tempo a parlare con questo e con quello.
    in compenso i cosiddetti “punti ristoro” dell’autogrill erano una pietà totale, come tutti gli anni. è incredibile che una fiera così grossa sia organizzata così a cazzo per quanto riguarda i generi di minimo conforto…
    oltretutto io e armando abbiamo pensato bene di andare in treno (idea di somma astuzia) e ci siamo dovuti fare a piedi la passerella olimpica sotto il sol leone (ok, qualcuno ha detto che sarebbe stata una bella passeggiata, ma come potevo sapere che erano 4 chilometri senz’ombra, eh?)

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