Nessuno potrà negare che sono una persona perseverante (e a anche un po’ allitterante, a questo punto).
Esatto: sto per riprovare a spiegare come mai non condividio l’isteria collettiva per gli ipod. Considerando che la prima volta il post è andato perso e la seconda volta è andato perso dopo essere stato scritto per intero – il che, converrete, è peggio – a questo punto mi sto servendo dello strumento del demonio per eccellenza, ossia Word.
Splinder vs Bill Gates o roba del genere. Ed è un peccato che io tenga, malgrado tutto, per Splinder.
Ma dunque, stavo dicendo…
Io e l’ipod, l’ipod ed io.
Ricordo distintamente che la volta scorsa avevo argomentato per una mezz’ora buona (il che significa che avevo argomentato per circa tre cartelle, visto che scrivo piuttosto velocemente) e in modo retoricamente ineccepibile. Ero andata per punti, perfino. Non vorrei sbagliarmi, ma avevo fatto citazioni colte.
Ok, questo non è più possibile. Spiacente, il servizio è momentaneamente sospeso. Un po’ è una ripicca per il fatto che non siete ferventi sostenitori di House e Dexter come me (in realtà questo post deriva dal fatto che sto ingannando il tempo mentre scarico Act your age, ovvero l’ultimo episodio di House), ma specialmente è che ora come ora non mi sento molto brillante.
Scelta di parole sbagliata, tra l’altro, per una che è appena tornata dalla spiaggia, ustionata. Chi ha mai visto la mia carnagione sa che cosa fanno 15 secondi di raggi UV alla mia pelle. È un tragico scherzo del destino che la vitamina D faccia bene ad una che è fotofobica.
Bene, sto divagando.
Il fatto è che è difficile ricordarsi da dove avevo fatto partire il discorso la volta scorsa. E, in effetti, non ho l’energia per reimpostare tutto da capo.
Non avevo parlato banalmente male degli ipod perché sono uno status simbol visto che, in effetti, a me stanno sulle palle tutti i lettori, anche quelli non-Apple.
Mi pare, più o meno, che avessi iniziato col dire che ho con la musica un rapporto che alcuni definirebbero strano.
Avevo scritto, ora lo ricordo benissimo, che mentre posso leggere una quantità di roba diversa, passando dalle vette della poetica all’immonda boiata senza particolari ripercussioni psicologiche (Susanna Tamaro a parte, sono certa di averlo aggiunto, tanto per completa esaustività), musicalmente mi innervosisco facilmente.
Ora non voglio tirarmela da persona sensibile.
Se penso alle persone sensibili mi viene in mente il giovane Werther, Dorian Gray e Tilo Wolf. Non mi piacciono molto le persone sensibili.
È solo che ascoltare musica in un certo modo fa parte delle mie esigenze nevrotiche.
Giudicate voi. Nella mia sala ho due poltrone. Quella più lontana dalle finestra è quella dove mi siedo ad ascoltare musica. Ovviamente intorno c’è un impianto stereo, inutile dirlo. Non mi dà fastidio qualche piccolo rumore che sale dalla strada. In realtà difficilmente mi accorgo di qualche rumore, quando ascolto della musica, il che, come capirete di qua a poco, è in completa contraddizione con il mio disprezzo per gli ipod.
In ogni caso: eccomi seduta sulla mia poltrona ad ascoltare, poniamo, Black and Blue degli Stones.
Non il mio album degli Stones preferito, vorrei aggiungere, ma è abbastanza cafone da poter fare da esempio per illustrare una situazione analoga, ma in presenza di ipod.
Facciamo, quindi, che sto ascoltando Black and Blue nella metropolitana di Milano. Con un ipod, certo. Magari con uno di quelli nuovi, che sono così incredibilmente cool.
È ovvio che lo sferragliare dei vagoni non è di grandissimo intralcio per ascoltare Jagger che strilla ripetutamente “hot stuff”. Quasi niente è di grandissimo intralcio per qualcosa del genere, ed ecco perché ho scelto proprio Black and Blue come esempio.
Accidenti, ma ora che ci penso io ho un ipod: niente mi obbliga ad ascoltare tutto Black and Blue. Posso tranquillamente passare alla canzone successiva.
È Dress reharsal rag, di Cohen (la mia venerazione per il maestro canadese è nota), che con Hot stuff non ci sta proprio bene, ma, hey, ho quattordici milioni di canzoni tra cui scegliere! Interrompo Dress reharsal prima che il funerale nello specchio si fermi sulla faccia del tizio e passo a… ops, apparentemente a Reject All American. Chissà come è finita sul mio ipod?
Il fatto è che ho sbagliato a premere un tasto. No problem, cambio velocemente canzone selezionando il pezzo che avevo in mente: il secondo concerto per piano di Rachmaninov.
Ora, abbiate pazienza con me.
Sono senza dubbio una persona complicata, ma non mi sento a mio agio con una situazione come quella che ho appena descritto.
Non solo per il fatto che se Hot stuff con sottofondo di metro è ok, Rachmaninov lo è un po’ meno. Non solo perché sono passata dalle Bikini Kill quando non volevo (non voglio molto spesso).
Potrei persino concedere che, mettiamo, i CCC CNC NCN con sottofondo di metro non dovrebbero essere niente male.
Il fatto è che io sono un’ascoltatrice conservatrice (oltre che una grande rimatrice, a questo punto – oggi gira così, gente).
Sì, lo so che non va bene, ma io sono snob. Non ne sono fiera. Gli snob fieri di essere snob andrebbero trucidati, tuttavia non posso farci niente.
Non arriverei a dire che ho troppa considerazione di quello che ascolto per schiaffarlo su un ipod.
Diciamo piuttosto che ho troppa considerazione di me stessa per impormi questa cosa.
So che le mie argomentazioni sono confuse e incomprensibili. Non occorre che mi diciate che la mia perorazione è inconcludente. (La volta scorsa, però, era venuta molto meglio, credo che lo sappiate. La volta scorsa non sembravo una schizzata fissata totale che ascolta vagonate di roba di dubbio gusto.)
Tra l’altro, tanto per la cronaca, possiedo un lettore di cd portatile.
Non lo uso quasi mai per le ragioni di cui sopra, ma in effetti qualche volta succede. Mi è stato fatto notare da una persona a conoscenza della mia piccola idiosincrasia per gli ipod che più o meno è la stessa cosa.
A questo rispondo che l’esistenza di un supporto digitale fisico come un cd mi rassicura, mentre la memoria pressoché infinita di un ipod mi disconcerta, mi turba e mi spaventa.
Dove va tutta quella musica senza un tetto sopra la testa?
Non si sente confusa, là, mescolata dentro un quadratino di plastica dall’aspetto trendy?
Forse andrebbe meglio se qualcuno mi costruisse un giradischi portatile.
Uno potrebbe portarsi dietro gli lp nella custodia del portatile.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. mrharrison ha detto:

    io da piccolo ce l’avevo la valigetta che leggeva i 45 giri!
    sul discorso ipod, è assolutamente vero che non è paragonabile all’avere un lettore ciddì portatile; una delle differenze è sicuramente nel limite, in quanto 12, massimo 20 canzoni tra cui scegliere è un conto, migliaia di tanti artisti è un altro, tanto più se non sai in che sequenza ti arriveranno i pezzi. è come cadere all’indietro senza sapere dove andrai a finire! e poi, cosa odiosa dei lettori digitali: i pezzi vanno in ordine alfabetico per canzone, per autore o per numero di traccia?
    concludendo, una finezza da “addetto ai lavori”: per me è insostenibile pensare di sentire pezzi sparsi di alcuni album che andrebbero presi nella loro interezza (per par condicio cito il pepper così controbilancio la Tua citazione – tra l’altro hai scelto proprio uno dei dischi più trucidi… -). sono snob anch’io, me ne dispiaccio anch’io e anch’io non posso farci niente

  2. utente anonimo ha detto:

    da bimbo, quando mi muovevo im acchina con i miei genitori, avevo il brinvega giallo per ascoltare i miei 45 giri… crescedendo sono arripati i walkman e poi un lettore cd, sostituito da un lettore cd/mp3… ora uso un lettore mp3 da 8gb molto utile se hai necessita di doverti portare dietro dei dati. Insomma sono un musica dipendente quando viaggio… beh anche quando sono a casa/lavoro. Se leggo o disegno ascolto musica.. se penso ascolto musica. Sry susy… mi dispiace che tu non riesca ad apprezzare la magiadi avere la musica sempre con te che ti sussurra, martella, accarezza, inebria, sconvolge, etc. etc. la mente. Un lettore musicale portatile, è la colonna sonora della mia vita. Non potrei farne a meno!

    Mi dispiace che tu non possa goderne altrettanto!

    Per farti pensare… “La guardia della Notte”… muoviti vai a comprarlo! Sarà la tua nuova trilogia cult! (La guardia del giorno e il nuovissimo La guardia dell’alba)

    baci

    pandarobbè….
    Incomncia

  3. sraule ha detto:

    no, no. niente scherzi.
    io quando ascolto musica ascolto musica.
    non faccio nient’altro.
    come colonna sonora mi basta quella che mi suono da sola in testa.
    odio il rumore di fondo: che sia radio o tv.
    per questo, tra l’altro, non ascolto la radio (a parte, come già ho detto un paio di volte, sometimes Radio Nostalgia e Area Protetta su Radio Capital).

    Per farti pensare… “La guardia della Notte”… muoviti vai a comprarlo! Sarà la tua nuova trilogia cult! (La guardia del giorno e il nuovissimo La guardia dell’alba)

    i guardiani di Luk’janenko, suppongo? oppure è un’altra cosa?
    merda di Luk’janenko voglio prendere la trilogia intera…

    io da piccolo ce l’avevo la valigetta che leggeva i 45 giri!

    anch’io, mrharrison! e avevo anche tutti i 45 giri del carosello! Ah, dolci ricordi…
    certo che non era proprio comodissimo, eh? però quello mi piaceva!

    tra l’altro hai scelto proprio uno dei dischi più trucidi…

    sì, infatti mi stavo giusto vergognando… 🙂

  4. J0nsi ha detto:

    ovviamente il giradischi portatile esiste

  5. sraule ha detto:

    devo procurarmene uno. non fosse altro che per dire in giro che ho un lettore di lp portatile.
    ah, maledetta vanità!

  6. utente anonimo ha detto:

    io ho un approccio decisamente opposto. amo avere del rumore di fondo. senza non riesco a concentrarmi. fin da piccolo accendevo la radio o la tv mentre giocavo, solo per avere una voce/musica di fondo. la musica mi tiene concentrato su quello che sto facendo; in qualche modo smetto di sentirla, ma mi guida.

    e i lettori mp3 portatili sono la manna dal cielo. peraltro non capisco alcune delle obiezioni, che mi paiono riferirsi a oggetti tipo “ipod shuffle”, ma su un lettore mp3 decente potete mettere interi album (o discografie, se preferite!) e sentirvele tutte intere.

    e l’unico momento in cui ascolto musica e basta è quando sono in viaggio. allora però voglio un oggetto su cui io possa cambiare pezzo al volo, perchè un disco intero su cui essere sempre concentrato mi stanca immediatamente.

    brullo

  7. utente anonimo ha detto:

    cara susanna,
    anonimamente ti seguo da un po’. mi diverti (in senso buono) e mi spaventi (sei una tipa davvero tosta). ok. il problema ipod non esiste. almeno per l’ipod vero e proprio. per gli altri lettori non so. l’ipod ti permette di “organizzare” la tua musica. scegli tu quello che vuoi sentire, non è random. così, tanto per la precisione.
    con simpatia.
    rox

  8. sraule ha detto:

    sapevo che sarei rimasta incompresa, specialmente perché mi sono espressa davvero una chiavica.
    tolto il fatto che per una volta in cui mi mancano le parole dovreste tutti ringraziare il cielo, davvero non riesco ad esprimere il mio punto.
    ma sì, forse è solo un’imbecille idiosincrasia da intellettualoide sfigata quale sono 🙂

    rox: tu mi spaventi. smettila di lurcare nell’ombra, vieni tra noi!
    anche perché, più che una tosta, sono una bulla: molto aggressiva 😉

  9. utente anonimo ha detto:

    assolutamente sì! anche se ho sbagliato l’ultimo titolo.. non dell’alba, ma del crepuscolo…

    sarà un anno che lo dico al tuo fidanzato di procurarsela. è assolutamente grandiosa!

    ciaaaaaooooo

    pandailrobbè 🙂

  10. sraule ha detto:

    sì, sì… è solo questione del tempo (che non ho – sono sommersa di roba da leggere)

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