Perché al peggio non c’è mai fine. Questa volta, tuttavia, non si parla di libri ma di librai. Alla Spezia, in centro, c’è una libreria Giunti al Punto (mi piace essere precisa su queste cose).
Ammetto di averne sempre parlato in tono sprezzante (ma solo quando i commessi non mi sentivano) e anche di averla paragonata (per difetto) ad un’altra libreria un po’ più in giù nella stessa strada in un articolo.
Sì, è vero: non è stato molto gentile da parte mia.
Però quella era la libreria in cui, la prima volta che entrai, una commessa mi disse che, "no, le dispiaceva, ma non avevano il romanzo Urania". Ovviamente la mia domanda era stata: "Salve, tenete per caso anche gli Urania?".
Ed ecco il motivo delle battutine sprezzanti (uno dei motivi). Però erano dette con una certa bonomia tanto è vero che nei successivi tre anni ho comprato in quella libreria una media di un libro alla settimana.
Credo che la maggior parte dei librai mi definirebbe una buona acquirente.
Anche se mi arrivano molti libri a casa per essere recensiti, inoltre, compro comunque parecchio. Sento di aiutare molto l’editoria italiana. Dalla Giunti, poi, mi sono anche lasciata fidelizzare, facendo la tessera.
Oggi vado alla libreria. So già cosa voglio e sono un po’ di fretta. Sono appena uscita dalla piscina e ho ancora il borsone. Sono stanca e rilassata. Tra l’altro l’evento "rilassatezza" in me è piuttosto raro.
Chiedo direttamente alla, credo, proprietaria il titolo che cerco. Anche se siamo sotto Natale l’orario è tale che il negozio non è molto affollato. Lei guarda sul computer, mi dice in tono allegro che hanno il libro che cerco e mi indirizza ad un certo scaffale.
Guardo. Riguardo. Il libro non c’è.
Guardo meglio.
No, non c’è.
Torno dalla proprietaria con aria affranta e le dico che non lo trovo. Lei è ancora allegra. Mi dice di non preoccuparmi e che ora mi aiuterà lei.
Torniamo allo scaffale. Il libro non c’è.
Ipotizzo timidamente che sia stato messo altrove. Deve dichiararsi d’accordo (dà la colpa ad un cliente confusionario – del romanzo dovrebbero averne 3 copie, forse il cliente le ha spostate tutte e tre per scherzo). Suggerisco che potrebbe essere nelle novità. Mi chiede di tornare dopo un’ora.
Le dico che non è possibile.
Mentre torniamo verso la cassa scorgo con la coda dell’occhio un altro blocco di libri della stessa casa editrice su un altro scaffale. Si tratta dello scaffale di saggistica, ma il libro ha un titolo tale che non ci sarebbe niente di strano nel fatto che qualche commesso asino l’abbia piazzato lì.
Dico: "Guarda. Potrebbe essere finito lì!" (Ci diamo del tu come vecchie amiche, a quanto pare)
Lei: "No." (Seccata).
Nel frattempo io ho allungato il naso per guardare. Nel farlo, siccome sono un metro e sassantacinque d’altezza, appoggio un piede sul ripiano raso-terra dello scaffale. Ovviamente non sui libri.
La proprietaria mi dice in tono freddo di non salire sugli scaffali, e aggiunge: "Guardi, ci sono io per queste cose. Il libro glielo prendo io." (Non ci diamo più del tu).
La proprietaria, ad occhio, è circa dieci centimetri meno di me e circa dieci chili in più. Ma forse vola.
Lascio perdere e chiedo scusa.
La proprietaria torna verso la cassa, lasciandomi sola. Mentre vado derso l’uscita guardo distrattamente nella sezione novità. E’ lì.
Tutta felice lo prendo e mi metto in coda.
Quando arriva il mio turno di pagare dichiaro, tutta allegra: "Alla fine l’ho trovato!" Sono gioiosa.
La proprietaria mi guarda malissimo e prende i miei soldi con aria sprezzante. Non commenta in alcun modo la mia lieta notizia.
Mette il libro in un sacchetto con gesti bruschi e mi dice "Arrivederci" in tono definitivo. Non "Arrivederci e grazie". No. Nada.
Va bene la piscina. Va bene il rilassamento. Sapete com’è, sono pur sempre io.
Mi salta la mosca al naso e le rispondo, melensa: "Prego!"
Sarà molto interessante tornare in quella libreria.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. kush13 scrive:

    ricordo che a La Spezia c’è quella bella libreria specializzata in libri di mare, nei portici

    comunque quelli di giunti al punto sono dei poveracci, ovunque

  2. mrharrison scrive:

    io questa catena a torino non l’ho mai vista, comunque ne ho fatto una regola di non chiedere ai commessi o a chi lavora in libreria. alla meglio ne sanno quanto te, come le assistenze tecniche al telefono…

  3. sraule scrive:

    kush: c’è ancora, ma ora si sono evoluti e tengono anche altro.

    mrharrison: sì, nemmeno a milano c’è, cosa che denota l’intrinseca superiorità del capoluogo lombardo. e, sempre a milano, la commessa della feltrinelli international di piazza cavour è onniscente.

    bwaaaa!!! voglio tornare nella nebbiaaaa!!!!

  4. kush13 scrive:

    errore! il cancro delle librerie è arrivato anche a Milano (vedi corso San Gottardo)

  5. brullonulla scrive:

    e, sempre a milano, la commessa della feltrinelli international di piazza cavour è onniscente.

    feltrinelli international non so, ma alla feltrinelli normale di bologna io subii questa scena:
    ” – avete testi teatrali di Sartre?
    – guardi che Sartre è un filosofo
    – si, ma ha scritto anche…
    – ah, non è possibile, le ho detto che è un filosofo, lei sicuramente si sbaglia.”

  6. utente anonimo scrive:

    No Brullo, non ci posso credere…!
    Davvero.

    HKD

  7. utente anonimo scrive:

    Ahahahaha:

    – Buondì pregiata utente. Mi comandi pure dé suoi desiderata.

    – Hanno mica i testi teatrali di sartre?

    – No. Ma guarda qui che ombreggiatura rossa sulla punta della fava! Stiò.
    Eh si.. sarà un’infiammazione..

    A mò di chi ben sai.

    HKD

  8. sraule scrive:

    hotel, ma che cosa ti sei bevuto? sembra buono.

    (ok, non c’entra niente ma io ho ricevuto in dono un’ottima bottiglia di dewar’s introvabile in italia)

    – ah, non è possibile, le ho detto che è un filosofo, lei sicuramente si sbaglia.”

    sartre è una palla sia come filosofo che come persona (io l’ho conosciuto in una mia precedente incarnazione ed era ter-ri-bi-le, credimi). che cosa lo volevi a fare?
    la commessa ti ha giustamente dissuaso con fini metodi psicologici dal commettere un terribile errore – di cui, ovviamente, ti saresti pentito per il resto della tua – breve – vita: satre porta al sucidio, non lo sapevi?
    eric brambell, nel 1937, dopo aver letto le bozze de la nausea, si impiccò al lampadario giapponese della moglie. se la cavò solo perché l’editing non era completo. nel 1948, hulf liebkin, dopo aver letto le mosche decise di porre fine alla sua vita ingoiando un arricciacapelli. morì tre giorni dopo, tra atroci tormenti. nel 1976 Marco Balestrini, dopo aver letto critica della ragione dialettica, si gettò nel fiume vara e morì per le contusioni dovute al basso fondale. pare che l’ultima lettura di pinochet, prima di spegnarsi dolcemente d’infarto, sia stata questioni di metodo. senza l’intervento di satre non solo sarebbe ancora vivo e in perfetta salute, ma avrebbe anche ripreso il potere da tempo.
    pensaci.

  9. cosentinonico scrive:

    eheuhhueu grandiosa davvero.
    ps però son rimasto con un interrogativo:
    che libro è? daidaiii 🙂 so curiosooo

  10. kush13 scrive:

    (per “cancro delle librerie” intendevo giunti al punto)

  11. utente anonimo scrive:

    sraule, voglio sperare che il tuo giudizio su sartre sia uno scherzo.

    HKD

  12. utente anonimo scrive:

    secondo me sraule ha ragione.

  13. sraule scrive:

    kush: oh, shit. stavo meglio quando non lo sapevo. certo nessuno mi obbliga a passare da s. gottardo la prossima volta che vado a mi, però… be’, ecco…

    nico: il libro è “romanitas” di sophia mcdougal

    hkd: praticamente no. potrei dilungarmi a lungo sull’argomento, perché in anni più giovanili l’ho considerato una sorta di mito, ma al momento lo trovo solo noioso, presuntuoso e vagamente borioso.

    brullo: è giusto che tu mi appoggi, perché ho il tuo pinguino in ostaggio.

  14. mrharrison scrive:

    stamattina mi sono svegliato ed è capitato che fosse natale… auguri!

  15. sraule scrive:

    aguri anche a te!

    e a tutti quelli in ascolto!

  16. utente anonimo scrive:

    E perché non sfruttare il caso Welby come lancio per Ford Ravenstock? Questo è un lavoro per brullo.

  17. sraule scrive:

    forse perché sarebbe una vera schifezza, che cosa ne dici?

  18. mrharrison scrive:

    ma certe idee come possono anche solo venire in mente…

  19. utente anonimo scrive:

    ah, ma è l’ottimo vue (ciao vue!) che ha lasciato quel commento!

    non fate così ragazzi, vi sta coglionando tutti.

  20. sraule scrive:

    ignoro chi sia vue, ma vista la tua gentile intercessione, lo accolgo gaia sul mio blog.
    sì, si chiama “favoritismo”, e quindi?

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