pare che negli anni ’30 i serial killer non andassero tanto per la maggiore. ah, epoca innocente! da noi c’era il fascismo, sicché… come dire, la gente aveva già abbastanza problemi.
per compensare questa colossale sbadataggine storica, in ogni caso, ultimamente i serial killer ante-literam sono diventati estremamente di moda. trendy.
il fatto è che coi serial dei giorni nostri ormai non resta che farci la zuppa, quindi si impone un’accurata ricerca di episodi storici dai risvolti SCONCERTANTI.
se non siamo nella new orleans dell’800 siamo nella londra di inizio secolo (visto che l’epoca vittoriana è ormai stata prosciugata anche quella), se non siamo nella new york olandese, siamo nella francia medioevale (gilles de rais a parte, perché anche lì ormai il pozzo è secco)… e così via.

in italia, quanto a precedenti storici, siamo un po’ scarsi, ma si può sempre rimediare.
io, ad esempio, sono cresciuta nella casa di un autentico serial killer italiano degli anni ’30, peccato non fosse un mio antenato, altrimenti sospetto che mi avrebbe conferito un quid aggiuntivo di nobiltà sine nobilitate. cose che capitano.
il tizio in questione – cesare serviatti (al momento giusto gli cambierò il nome con qualcosa di maggior effetto, non temete) – putroppo non si è dato particolarmente da fare. ne ha uccise solo tre. anche sul suo modus operandi ci sarebbe un po’ da lavorare, infatti non si è degnato di operare in modo omogeneo e ordinato, ma una l’ha buttata nel tevere, l’altra l’ha seppellita in casa mia, la terza l’ha infilata a pezzi in due valigie e l’ha caricata sul treno.
siccome "quando c’era lui i treni funzionavano" l’hanno ritrovata a napoli, in perfetto orario.
di questi tempi, invece, un onesto lavoratore dello squartamento dovrebbe aspettarsi come minimo un rinvenimento con quattro ore di ritardo e pulci annesse.
in ogni caso, visto che nel mio appartamento ne ha uccisa una e tumulata un’altra, non vedo perché la cosa non si possa sfruttare a scopi commerciali.
l’idea è di quella santa donna di mia madre. l’appartamento è ancora dei miei, anche se sono anni che non ci vivono più.
naturalmente bisognerebbe fare quei piccoli ritocchi di cui si parlava.

per prima cosa, come si diceva, serviatti non è un gran nome per un serial killer. come dire… plebeo. non funziona. toccherà inventarsi qualche nomignolo grandguignolesco, tipo "il disossatore" o chessò io.
poi cacceremo gli inquilini. è inevitabile.
diffonderemo la voce che "il disossatore" mangiava le sue vittime ed allineava compulsivamente le loro falangi destre e sinistre per costruire binari ferroviari in miniatura. i vagoncini li faceva con le ovaie.
ovviamente l’uomo era disturbato.
taceremo sui moventi economici, in quanto decisamente poco chic, e appenderemo alle pareti stampe mediche che illustrino i vari passaggi di un’autopsia, naturalmente passandole per arredamento autentico.
nella parte di casa che un tempo era quella della proprietaria (che fu succesivamente annessa alle misere due stanze del "disossatore") allestiremo un museo.
il dettaglio che non mancherà di deliziare il pubblico pagante sarà una ricostruzione in lattice della vittima tumulata nella casa che penzolerà all’improvviso giù per la cappa della cucina, strappando deliziate urla ai visitatori.
il fatto che nella cappa furono trovati solo dei capelli e una scarpa, mentre il resto era nel pozzo nero, non è di alcun interesse.
ovviamente non ci faremo mancare una statua di cera uno a uno del buon serviatti, che sarà opportunamente abbellito.
lo accuseremo impuniti di essere stato una mente criminale di prim’ordine. ESTREMAMENTE intelligente. porteremo i risultati del suo test QI fasulli a testimonianza.
ci sarà un video della sua esecuzione avvenuta a sarzana. originale, ovviamente, e lui assomiglierà in modo strepitoso a ralph fiennes.
i visitatori potrenno comprare interessanti gadget a forma di valigia, o forse di donna squartata, si vedrà. per i più piccoli, comunque, è già deciso che ci sarà una donna da squartare e da infilare in valigia, con tutti gli arti nel giusto ordine. un gioco interattivo che svilupperà la loro intelligenza.
ci saranno inoltre mousepad, portachiavi, magliette, videogiochi, cartoline, seghe da ossa e peluches.
assumeremo una donna abbastanza anziana e le faremo raccontare a tutti di averlo conosciuto, e lo continuerà a fare per anni. la sostituiremo ad intervalli regolari.
insomma, diventeremo molto molto ricchi!

se vi sembra eccessivo, sappiate che c’è chi l’ha già fatto. a firenze, infatti, in via cavour, hanno aperto il primo museo italiano dei serial killer. decisamente quella faccenda del mostro di firenze li ha giustamente inorgogliti.

ma noi non saremo da meno. oh, no!
faremo loro chiudere bottega!
scopriremo le prove di vittime fin’ora sconosciute, proprio come ha fatto patricia cornwell con jack lo squartatore, e presto il "nostro" serial killer batterà il mostro di firenze di varie lunghezze!

e poi, non per dire, ma il nostro è più antico.

chi volesse saperlo di più può farlo qui, in attesa della pagina web ufficiale.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. kush13 ha detto:

    ho una proposta per l’immagine del nostro (Ralph Fiennes è un pò inflazionato):

  2. sraule ha detto:

    ma chi è costui?
    la faccia da maniaco ce ‘ha, ma non credo sia abbastanza avvenente…

  3. kush13 ha detto:

    come chi è? L’avvocato Ghedini

  4. brullonulla ha detto:

    a me serviatti piace come nome di serial killer. ha quel giusto di viscido e sgradevole a pronunciarsi.
    comunque sei eroe.

  5. utente anonimo ha detto:

    mh… okay, sono ignorante, e allora?

    brullo tu devi venire a sp!
    ma non adesso, che vado mi, però, eh?
    ho crisi abbandoniche…. 😦

    sraule

  6. utente anonimo ha detto:

    A mi, cazzo.

    sraule2

  7. kush13 ha detto:

    ogni volta che passo di qui e leggo la parola “disossatore” mi viene in mente il delizioso coniglio disossato in salmì che faceva la vicina di casa bergamasca dei miei

    rendendomi conto da solo della pregnanza del commento vado a ripormi in un armadio a muro

  8. utente anonimo ha detto:

    molto pregnante, invece. credo che apriremo anche un “punto caldo” all’interno del “museo”.

    il “menù del cannibale” come lo vedi? eccessivo?

    sraule

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