Esco dal letargo per diffondere il comunicato stampa relativo alla vicenda “Spezi – Preston”. Come suppongo molti di voi sapranno già l’autore di thriller (tra i miei preferit, tra l’altro) Douglas Preston e il giornalista italiano Mario Spezi negli ultimi anni hanno lavorato insieme a un libro inchiesta sul caso del mostro di Firenze. Il libro, “Dolci colline di sangue”, dovrebbe uscire il 19 Aprile, ma a questo punto anche la sua pubblicazione è a rischio.
Spezi è stato indagato ed inquisito per l’accusa di omicidio, mentre per Preston ci si è limitati ad accuse di false dichiarazioni.
Preston ha quindi chiesto di diffondere questo comunicato per far conoscere il suo punto di vista su una vicenda che sa molto di caccia alle streghe. Personalmente ho corrisposto con autore per vario tempo e mi sento quindi di supportarlo.

Forse sarà una falsa impressione ma il boicottaggio alla libertà di stampa sembra tutt’altro che un’ipotesi peregrina.

Giudicate voi:

“Douglas Preston, nostro collega scrittore e copresidente del Membership Committee dell’International Thriller Writers, è tornato recentemente dall’Italia, dove è stato fermato, interrogato dalla polizia e infine incriminato per false dichiarazioni, e accusato (ma non incriminato) di complicità in omicidio. Questo sbalorditivo incidente nasce dal libro che Douglas ha scritto insieme al giornalista italiano Mario Spezi, in cui si racconta la loro inchiesta su un caso insoluto di omicidi seriali.
Il libro è previsto in uscita ad aprile, in Italia, e poi negli Stati Uniti. Douglas se l’è cavata relativamente bene: Mario Spezi, invece, è stato accusato di omicidio, e la sua carriera, i suoi mezzi di sostentamento e la sua vita stessa sono in giuoco.
Douglas ha passato l’ultima settimana tentando di aiutare Spezi. Ha detto a Karen Dionne di Backspace: “Ho avuto difficoltà a ottenere l’appoggio di PEN e di altre organizzazioni che difendono la libertà di stampa, dato che il mio amico non è ancora stato arrestato, ma ‘solo’ incriminato. In un certo senso non sembra così urgente, soprattutto quando ci sono dei giornalisti che vengono uccisi in altre parti del mondo. Ma io spero di creare abbastanza rumore da mettere in imbarazzo le autorità italiane, che sono molto sensibili all’opinione degli Stati Uniti. È incredibile che in un paese civile come l’Italia un giornalista possa essere incriminato con accuse di omicidio gonfiate ad arte perché ha osato sfidare un giudice potente. Io sono stato solo uno spettatore colpito da una pallottola vagante.”
Di seguito troverete un resoconto che Douglas ha inviato a Susan Henderson per il suo blog Publisher Marketplace. Vi preghiamo di inoltrare questo scritto e/o il resoconto di Douglas a chiunque crediate possa dare pubblicità a questa vergognosa situazione.
Douglas Preston può essere contattato all’indirizzo dpreston@tidewater.net

Gayle Lynds e David Morrell Co-presidenti ITW

Da Douglas Preston

Negli ultimi cinque anni ho lavorato con un giornalista italiano, Mario Spezi, a un libro sul caso di un serial killer noto come il Mostro di Firenze, che uccise quattordici persone sulle colline intorno a Firenze fra il 1974 e il 1985. Il Mostro non è mai stato preso, il caso è ancora aperto ed è diventato la più lunga e dispendiosa indagine giudiziaria nella storia dell’Italia moderna. Il nostro libro, che sarà pubblicato in italiano in aprile, e in seguito negli Stati Uniti in lingua inglese, mette sotto accusa le indagini e in particolare critica il capo dei GIP di Perugia Giuliano Mignini e il procuratore capo Michele Giuttari, che sono responsabili di un ramo delle indagini.
Sono arrivato in Italia con la mia famiglia il 14 febbraio scorso per una vacanza e per fare gli ultimi ritocchi al libro insieme a Mario Spezi. Sono stato fermato dalla polizia il 22 febbraio e sono stato condotto davanti a Giuliano Mignini. Lì, per tre ore sono stato interrogato in modo aggressivo da lui e da tre poliziotti. Sono stato interrogato sui miei rapporti con Spezi e mi è stato chiesto conto nei minimi dettagli della nostra attività giornalistica, delle nostre teorie, pensieri e convinzioni sul caso. Quando ho spiegato che la mia attività di giornalista investigativo era protetta dalle leggi sulla libertà di stampa, Mignini ha urlato che la libertà di stampa non c’entrava nulla, ma che si trattava di materia penale di “estrema gravità”, e che se non avessi risposto a tutte le domande in modo soddisfacente sarei stato arrestato e incriminato per falsa testimonianza. Sono quindi stato costretto a rispondere sotto minaccia di arresto.
Poi Mignini mi ha fatto ascoltare le registrazioni di telefonate fra me e Spezi che loro avevano intercettato. Mi ha fatto ascoltare numerose volte gli stessi passaggi, pretendendo di sapere di che cosa stavamo parlando “in realtà”, esigendo che spiegassi il “vero significato” che stava dietro ogni parola che ci eravamo scambiati. Avevano registrato anche delle conversazioni avvenute nella macchina di Spezi, in cui avevano piazzato una microspia (Spezi l’ha trovata proprio ieri). Quando ho domandato se fossi accusato di qualche reato, Mignini ha risposto di ritenere che ne avessi commessi diversi, e gravi. Qualche esempio: costruzione di false prove al fine di incastrare un innocente, ostacolo alla giustizia, e complicità in omicidio – tutte accuse completamente false.
Nonostante io abbia risposto pienamente e sinceramente a ogni domanda, alla fine mi hanno accusato di “reticenza” e “false dichiarazioni”, sostanzialmente di falsa testimonianza, aggiungendo che avrebbero sospeso la mia incriminazione per consentirmi di lasciare l’Italia ed essere reinterrogato in seguito. In altre parole, pare che il loro scopo fosse di spingermi ad andarmene dall’Italia per non tornarci mai più.
La loro scelta di tempo non è sorprendente: il nostro libro uscirà il 19 aprile. La polizia è entrata in possesso di una bozza del libro, sequestrata nel corso di una perquisizione in casa di Mario Spezi, quindi Mignini e Giuttari sanno benissimo che cosa abbiamo scritto su di loro. Si tratta dunque di uno scoperto tentativo di usare il potere giudiziario per intimidire e ridurre al silenzio due giornalisti, e probabilmente prelude a un’azione legale per bloccare l’uscita del libro in Italia.
Dopo il mio interrogatorio, la polizia ha perquisito di nuovo l’appartamento di Spezi (lo avevano fatto altre due volte prima di allora) sequestrando diversi documenti. In seguito sembra che la polizia stessa abbia fatto filtrare alcuni dettagli delle indagini a beneficio della stampa, e sul Corriere della Sera, La Nazione e Il Giornale sono apparsi articoli sul mio interrogatorio e sulla perquisizione e le carte sequestrate in casa di Spezi. Gli inquirenti hanno lasciato trapelare anche la notizia che Spezi era sospettato di essere coinvolto in diversi omicidi e che poteva essere legato alla setta satanica che la polizia crede essere mandante degli omicidi del Mostro di Firenze.
Abbiamo un disperato bisogno di pubblicizzare questo attacco alla libertà di stampa. Io sono tornato negli Stati Uniti e sono al sicuro, ma Spezi corre gravi rischi. Le sue condizioni economiche, il suo lavoro di giornalista e la sua stessa vita sono a rischio. Ieri mi ha scritto: “Sono molto depresso: per aver fatto il nostro dovere, mi trovo in questa situazione…”
Occorre fare qualcosa il più presto possibile. Chiunque desideri ulteriori informazioni sul caso può contattarmi all’indirizzo dpreston@tidewater.net
Qualche informazione su me stesso: sono un giornalista che scrive per la rivista New Yorker, ho pubblicato quattordici libri e ho vinto numerosi premi. Faccio parte dell’Author’s Guild. In tutta la mia carriera di giornalista non avevo mai subito, né visto, un abuso del potere giudiziario simile a quello a cui ho assistito in Italia.

Douglas Preston”

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. kush13 ha detto:

    conoscevo “di striscio” la questione, ma devo dire che la lettera di Preston è decisamente inquietante

  2. brullonulla ha detto:

    non conoscevo. tragico a dir poco.
    mi informerò e passerò parola.

  3. Comparso oggi un articolo lungo e visibile relativo al caso, piuttosto caotico come esposizione a dire il vero, su la Stampa.

  4. utente anonimo ha detto:

    grazie, vado a dare un’occhiata.

    sraule

  5. ANSA) – PERUGIA, 7 APR – Anche un pregiudicato campano e’ stato arrestato nell’operazione che ha portato in carcere il giornalista Mario Spezi. Si tratta di Luigi Ruocco, accusato di concorso in calunnia e fermato a Firenze. L’ipotesi degli inquirenti e’ che abbia collaborato con Spezi nel tentativo di depistaggio dell’inchiesta sui delitti del mostro e sull’omicidio del medico Francesco Narducci. In particolare l’uomo avrebbe compiuto alcuni sopralluoghi per conto del cronista.
    ——

    Non riesco a capire se si riferisce al fermo già citato o ad un nuovo ingabbiamento.

  6. utente anonimo ha detto:

    è solo un coglione questo spezi,è capace solo di raccontare balle.che crepi in galera

  7. premuta ha detto:

    ma per favore.. spezi è più che coinvolto.. ed è indagato da anni!

  8. utente anonimo ha detto:

    mah.

    comunque il post riguarda preston, ve l’eravate data?

    sraule

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