sto parlando di lucca, ovviamente. l’ameno luogo dove mi sono intrattenuta (ma diciamo di no, invece) durante il ponte dei morti.

lucca è una città (hem… paesotto) situata nell’interno grigio e UMIDO della toscana. per motivi sconosciuti la lucchesia è uno dei posti di villeggiatura preferiti dai ricchi inglesi, che forse sentono la mancanza dello yorkshire. non si spiega se no come delle persone sane di mente potrebbero recarsi volontariamente in tale landa malsana e deprimente. se di giorno, nei mesi di ottobre e novembre, le temperature sfiorano i trenta gradi, non appena il sole si abbassa sull’orizzonte come per magia ci si ritrova a Brugherio a dicembre. una sottile nebbiolina pervade le pianeggianti campagne che circondano il borgo, l’umidità dilaga. fa un freddo cane, un freddo BRUTTO: umidissimo, penetrante, soffocante. se volete dare il colpo di grazia a un depresso speditelo in vacanza a lucca.

sebbene contenga opere di un certo pregio architettonico, queste vanno completamente perse agli occhi del visitatore, il quale è velocemente soverchiato dalla ripetuta esposizione alle intemperie. dopo le ore 18 è praticamente impossibile imbattersi in una forma di vita, mentre durante le ore di sole il divieto si limita alle forme di vita intelligenti.

i pub chiudono alle cinque, le pizzerie sono poche e non producono pizza, i bar vendono solo paste ammuffite da eoni.

che cosa ci fa sraule in mezzo a cotanto squallore, chiederete voi, innocenti?

una e soltanto una volta all’anno l’assopente monotonia di questa rustica cittadina viene sconvolta. l’occasione è la fiera “luccacomics&games”, che credo che da sola garantisca la sopravvivenza del luogo.

durante il ponte dei morti, infatti, ormai da quarant’anni, nell’area espositiva del palazzetto dello sport della città si radunano le brulicanti moltitudini degli appassionati e degli addetti ai lavori (non necessariamente appassionati) del fumetto.

si tratta di un flusso innarestabile di gente che inizia ad arrivare un paio di giorni primi e sloggia in massa un paio di giorni dopo l’apertura.

essendo che il piano urbanistico dell’orrore che va sotto il nome di “lucca” è stato concepito quando il pomodoro era ancora una verdura sconosciuta, ogni anno si creano imponentissimi ingorghi di automobilisti incazzati, disposti a uccidere per un parcheggio. la situazione non è agevolata dal fatto che i genii che hanno messo le indicazioni sembrano ripugnare l’idea “da A a B per il tragitto più breve”. tutte le indicazioni stradali sono sistematicamente fuorvianti o errate.

essendo io, ahimè, una cosiddetta “addetta ai lavori” nel campo fumettistico ogni anno mi tocca sorbirmi 3 o 4 giorni di lucca e della fiera.

questa si tiene sotto ad affascinanti tendoni di GOMMA bianca, perfettamente sigillati (vedi le note metereologiche all’inizio del post e trai le tue conclusioni) e strapieni di persone. e che persone! la fauna che si aggira tra i padiglioni meriterebbe un capitolo a parte. la specie senza dubbio più esotica e incomprensibile è costituita dai cosiddetti “cosplay”, conosciuti anche come “mangaloidi” o “cretini”.

si tratta di persone che provano diletto nel travestirsi come i personaggi dei propri cartoni animati (in genere giapponesi) preferiti e che si sollazzano nel rendersi ridicoli e molesti agli occhi del mondo.

non intendo tediarvi con la descrizione dettagliata della mia permanenza a lucca, basti dire che anche l’unico momento potenzialmente soddisfacente dei tre giorni ivi trascorsi è stato brutalmente dilaniato dallo “spirito della città”.

si tratta della serata di premiazione ai vari concorsi della fiera.

siccome io e armando rossi avevamo partecipato (e vinto) uno di questi concorsi (il luccacomics project contest) siamo stati gentilmente invitati a partecipare alla serata. con una certa soddisfazione abbiamo appreso che i “mangaloidi” non erano previsti, che sarebbe stato presente il gotha del fumetto italiano (non tutto si può avere, suppongo), che ci avrebbero offerto la cena, l’albergo (lussuoso 4 stelle disperso nella nebbia lucchese), ecc ecc.

lo dico a mio discapito, ma se qualcuno fosse interessato può trovare una mia foto durante il “lieto evento” sul sito http://www.luccacomics.com, nella sezione gallery (mi pare), sotto “gran guinigi”.

per una volta non si tratta di manie di protagonismo (onestamente, la foto è orribile), ma semplice testimonianza e prova della veridicità del mio racconto.

andiamo, mangiamo, beviamo (con una certa abbondanza, essendo affamati da due giorni), presenziamo alla premiazione che, come tutte le premiazioni, è ammantata di noia straziante. un nostro amico e compagno d’albergo ci ha portati in loco con la sua macchina. grosso errore.

mai allontanarsi nella brughiera lucchese privi del proprio autoveicolo. non importa se “è più comodo”, non importa se “è più veloce”. non fatelo, è un consiglio spassionato.

la premiazione finisce intorno a mezzantotte. visto che da due giorni io e l’armando ci svegliavamo alle 7 e lavoravamo come muli, la nostra intenzione era quella di tornare in albergo.

non quella dell’accompagnatore. ovviamente era sull’orlo dello sfinimento anche lui, ciò nonostante era fermamente deciso ad andare a sbevazzare da qualche parte per il resto della notte.

“ok, non c’è problema” dice l’armando, pieno di ottimismo “noi ci prendiamo un taxi.”

l’albergo, infatti, è situato a svariati chilometri dalla città (probabilmente la schifa).

“giusto” mi aggrego incoscientemente io.

ci allontaniamo verso un punto dove crediamo che ci sia un taxi. errore. a lucca i taxi notturni non esistono. non è che sono concentrati in un unico luogo o che bisogna chiamarli: proprio non ci sono. evidentemente per i lucchesi è talmente inconcepibile uscire dopo le sei di sera che non hanno alcun bisogno del servizio.

ok. magari sono una milanese di merda. ok. magari do la civiltà troppo per scontato. ok…

ma, cazzo, chi ha mai visto una città priva di taxi?

vaghiamo per un po’ incapaci di accettare l’idea. alla fine richiamiamo l’amico e lo preghiamo di riaccompagnarci in albergo. insultiamo insieme lo squallido luogo dove ci troviamo.

credo di poter tralasciare di decrivere le altre delizie che la città offre all’incauto visitatore. sappiate che tra una permanenza as abbiategrasso e una a lucca, abbiategrasso è decisamente preferibile.

alla fine del terzo giorno di fiera, prosciugata di ogni gioia di vivere, mi avvio mestamente verso casa. due o tre ore di ingorgo e scivolo felice sull’autostrada (= civiltà). il quarto giorno di fiera me lo risparmio: c’ho da lavorare.

arrivo a milano e scopro che una delle mie pazienti è scappata.

di notte.

in taxi.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. brullonulla ha detto:

    arrivo a milano e scopro che una delle mie pazienti è scappata.

    di notte.

    in taxi.

    non sembra vero.
    come fate a sapere che è scappata in taxi? se è scappata, in teoria dovreste solo registrarne l’assenza, no? o ha lasciato detto “ehi, amici, sto scappando in taxi! bella lì, eh, ma non ditelo alla raule!”

    comunque complimenti, diva delle mie ghette. quando esce ford ravenstock? 🙂

  2. sraule ha detto:

    sappiamo che è scappata in taxi, di notte, perchè essendo finita ben presto ricoverata in psichiatria è anche stata “rintracciata” alla velocità del fulmine. e a quel punto ha “vuotato il sacco”. comunque in parte sapevamo già com’erano andate le cose… veniva da un a comunità, appunto.

    mmmh… credo che ford esca l’anno prossimo.

  3. Javert ha detto:

    se fossi un lucchese ti aspetterei sotto casa…..

    ma non lo sono.

  4. utente anonimo ha detto:

    se lo fossi avresti ben altri problemi.

    sraule

  5. utente anonimo ha detto:

    il tuo amico aveva superato la soglia dello sfinimento da un bel pezze… diciamo che era distrutto… ma un po’ di whiskey fa sempre bene!

    Guinigi era un signorotto del 1200 (o almeno così sembrerebbe).

    Quando torni da Milano… porta del whiskey… perché non c’è nulla da bere qui dentro… e non va bene!

    Baci!

    R.

  6. utente anonimo ha detto:

    Guinigi era un signorotto del 1200 (o almeno così sembrerebbe).

    nientemeno. be’, bravo, hai fatto i compiti. guinigi probabilmente era l’unico signorotto del 1200 disposto a vivere in citta’. scommetto che e’ morto di consunzione prima dei vent’anni.

    tz! il whisky me lo tengo a milano!

    sraule

  7. utente anonimo ha detto:

    No, si sentì male e mori perché la famiglia non rovo un taxì per portarlo alla clinica di S.Zita.

    Anche all’epoca non c’era molta vita da quelle parti!

    ciaoooooo

    R.

  8. utente anonimo ha detto:

    non rovo un taxì per portarlo alla clinica di S.Zita.

    e in ogni caso l’indicazione stradale era sbagliata…

    rovo? 🙂

    sraule

  9. utente anonimo ha detto:

    uff… rovò… trovò…

    puntigliosa!!!

    R.

  10. Armaduk ha detto:

    perché non lasci pubblicamente l’indirizzo del tuo blog, invece di cianciare?

  11. utente anonimo ha detto:

    ma veramente tutti i miei commenti linkavano al mio blog… hai notato la casettina in basso? ecco cliccandoci su ti ritrovi dalle mie pari! 😉

    Poi devi tener conto che io sono con e-blogger e te con splinder… insomma registrazioni diverse!

    Ciaooooooooooo

    robbè

  12. brullonulla ha detto:

    ecco cliccandoci su ti ritrovi dalle mie pari! 😉

    guarda, sto bene dalle mie.

  13. utente anonimo ha detto:

    mah! so mica, io. non c’è freddo e nebbia dalle tue parti?

    dalle mie sì, cazzo!

    sraule

  14. utente anonimo ha detto:

    sì, freddo e nebbia pure da noi.. però abbiamo del buon chianti per affrontarli. La pizza me la porto da casa!

    Ciuz

    R.

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