Il lavandino intasato mi ha distratto. Era mia intenzione fare un post sull’annosa questione delle differenze di genere. Risolvendola una volta per tutte, naturalmente. Insomma: non è niente di così complicato!

Però… ahimè, altri pensieri mi impensieriscono, e ancora una volta si frappongono tra me e la liberazione del genere umano (maschile e femminile).

A parte il mio orario di lavoro allucinante, che non manca mai di impensierirmi (specialmente il mattino intorno alle sette il pensiero diventa qusi insopportabile), alla carenza di tempo e di spazio nel mio hard-disk cerebrale e altri vari pensieri legati più o meno all’utenza psichiatrica, la mia idea fissa, in questo momento, è di rabbia/impotenza nei contronti della maledettissima Mediaset.

Perché, perché, perché questo mercoledì hanno annullato Dr.House?

Come se non bastasse che Italia 1 appartiene a noi-sappiamo-chi, come se non bastasse che si puliscono quotidianamente il culo con i palinsesti, che ci tormentano notte e dì con i ca**o di reality show, i telefilm scadenti tipo “Superman da giovincello” o come piffero si chiama, le televendite e gli aspiranti ballerini… NO! Questo è troppo! Insorgo! Non ci sto!

Bastardi, ridatemi il mio telefilm!

Il mercoledì mi sveglio alle sette, mi trascino fuori dal letto, faccio una sorta di colazione da sfigata col nestcafè e i cereali della Lidl, mi lavo, mi striglio (i miei capelli appena alzata, sapete com’è…) e poi… via. Tre ore di lavoro alla mattina in cooperativa (rieducazione lavorativa fi pazienti psichiatrici, se vi dice qualcosa), fine del turno all’una > necessità di essere in comunità alle due, due e mezzo… ergo niente pranzo o pranzo minimale… fino alle sei in comunità (comunità per pazienti psichiatrici, sempre se può essere di interesse). Alle sei e mezza riunione di equipe, che poi comincia alle sette, e finisce alle otto e mezza – nove.  Totale: circa 12 ore di sbattimento continuativo.

Hey, non voglio lamentarmi, è solo per fornire il background.

Dopo striscio fino a casa, dove mediamente c’è da cucinare (se la santissima coinquilina non l’ha fatto lei anche per me), mangiare e… ca**o, aspettare DrHouse!

Premetto che non è affatto facile rimane sveglia fino alle undici, dannazione, ma quel telefilm mi rilassa, mi diverte… insomma: mi serve! Dopo una dura-giornata-di-lavoro voglio vedere il maledetto DrHouse mi è sostanzialmente INDISPENSABILE.

 Bwaaaaa! Ridatemelo! Cattiviiiiii!

Sono dipendente, e allora? Che cosa c’è di male? Mi fa bene. Mi serve. Ne ho bisogno.

Spero proprio che quel brutto figlio di una peripatetica che ha tolto il mio telefilm per infilarci “Controcampo” (non so se mi spiego!) venga licenziato e muoia tra atroci tormenti, ecco!

E sarà meglio che mercoledì prossimo ricompaia, ok?

 

 

 

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Concluso il post di lamentele, passiamo agli ANNUNCI:

Domani (sabato), domenica, lunedì e forse anche martedì sarò a Lucca per la manifestazione fumettara Luccacomics&games. Sarò allo stand di Cut-Up Comics a promuovere Inside n.1.

Passatemi a trovare!

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. AnalCunt ha detto:

    hard-disk cerebrale

    Per piacere, almeno tu non usare questi termini. Poi che finisce che prendi a dire robe come “Information highway” e “blog-o-rama”, qualsiasi cosa voglia dire.

  2. utente anonimo ha detto:

    uff! che palle! come siete noiosetti voi informatici (si dice così?). comunque non c’è verso che io dica “blog-o-rama” visto che non ho la più pallida idea di che cosa significa. sarà mica una roba da mangiare?

    colgo l’occasione per informare tutti gli interessati che DRHouse non ci sarà neanche la prossima settimana. e che cazzo!

    sraule

  3. AnalCunt ha detto:

    non ho la più pallida idea di che cosa significa

    Il buon vecchio maddox sarà lieto di spiegartelo qui.

  4. sraule ha detto:

    hey, è fantastico!

    solo che “blog-o-rama” non c’è 😦

    in compenso c’è questo:

    Metrosexual: A gay guy still in the closet.

    che è decisamente una delle frasi più spassose che mi sia capitato di leggere negli ultimi tempi…

  5. AnalCunt ha detto:

    Blogomania: Like all other manias, except relating to the infatuation of blogs. It’s one step above the more caustic phrase “blog-o-rama.”

  6. ilbuffone ha detto:

    gli è che sta cazzo di serie ci metotno una vita prima di far epuntate nuove, mi consolo con scrubs (che poi il dotto cox e house in fondo sono la stessa persona, diciamocielo) e con l’imminente nip/tuck, che però mi fa venire gli incubi.

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