Oggi ho preso l’autobus. Di solito vado in giro in macchina, in metropolitana (se sono a Milano) o a piedi. Probabilmente gli ambientalisti mi metterebbero sulla loro lista nera, ma chiunque abbia mai preso un autobus in Italia sa di che cosa parlo.

Il mio ragazzo abita in un paesino sul mare, circondato dalle montagne, che negli ultimi due anni è stato dichiarato interamente ZTL. Io parcheggio in un campo sterrato nel paese esattamente sopra al suo e poi scendo per un sentiero sterrato piuttosto impervio. Ci vogliono circa dieci minuti a piedi, in discesa, e circa un quarto d’ora in salita. Fai anche una fatica del diaolo, per inciso.

Oggi pioveva, il sentiero era sicuramente pieno di melma, la macchina rischiava di impantanarsi (è una vecchia carretta, simpaticamente battezzata “la lattina”, ed è bassissima sul terreno), e non mi andava di saltellare da uno spuntone all’altro con l’ombrello in mano.

Ho preso l’autobus.

La biglietteria automatica era rotta, tutti i rivenditori chiusi, sicchè non avevo neanche il biglietto. Fuori pioveva e dentro si crepava dal caldo.

Mi sono seduta vicino a una ragazza che parlava al cellulare. Avrà avuto sedici anni.

All’inizio sembrava arrabbiata. Cercava di far valere le sue ragioni con qualcuno, urlando sottovoce. Sentivo che diceva: “Stanotte ho staccato alle tre, nell’altro posto dove lavoro. Sei tu che mi hai detto di non venire.”

Di solito quando sono su un mezzo pubblico non mi accorgo di niente. Non ascolto i discorsi dei vicini. A Milano, poi, rivolgere la parola a qualcuno in metropolitana è considerato un grave segno di inciviltà. Ma questa volta era proprio attaccata al mio orecchio, i sedili erano stretti: non potevo ignorarla.

A un certo punto si è messa a piangere, poi ha chiuso la conversazione.

Piangeva per il nervosismo e perché era delusa. Le ho allungato un fazzolettino di carta e le ho detto: “Non te la prendere, i datori di lavoro sono tutti stronzi.”

A Milano mi avrebbero risposto “fatti i cazzi tuoi”, ma la ragazzina mi ha sorriso, mi ha ringraziato per il fazzoletto (continuando a piangere) e mi ha detto che sì, il suo datore di lavoro era proprio stronzo.

Lavorava in un bar (“un baretto”, come ha detto lei). Sua madre le aveva consigliato di non fare niente al di fuori del suo dovere, ma lei si era sempre fermata a lavorare più del necessario e aveva fatto anche cose che non le competevano. Il risultato era che la prima volta che non aveva potuto fermarsi più del necessario se l’erano presi con lei.

Mi ha detto che era il suo primo lavoro, il giorno prima avevano avuto una discussione e le avevano detto di non tornare più. Poi, siccome oggi avevano bisogno di qualcuno, l’avevano richiamata chiedendole dov’era. Non “dimentica quello che ho detto ieri, vieni lo stesso”, ma “dove diavolo ti sei cacciata?”, come se fosse lei che non aveva capito niente.

“Secondo te che cosa dovrei fare?” mi ha chiesto. “Dovrei andare?”

Le ho chiesto se la pagavano. Non si trattava di una domanda peregrina. C’è un sacco di gente che ti fa lavorare e poi non ti paga.

“Il minimo” mi ha risposto.

“Allora dovresti presentarti al lavoro, chiarire la situazione e comportarti secondo le regole. Dai il preavviso, fatti pagare e poi vattene.”

In realtà avrei voluto risponderle: “Bruciagli la macchina.”

Ha finito di asciugarsi gli occhi, ha controllato il trucco, ed è scesa. Mi ha ancora ringraziato per il fazzoletto e per averla ascoltata. “Falli neri” le ho risposto.

E’ proprio vero, ho pensato, i datori di lavoro sono stronzi dappertutto. Chissà, forse seguono dei corsi specifici.

La mia collaborazione con la ASL è andata malissimo. Mi hanno messo i bastoni tra le ruote in ogni modo, cambiando le procedure burocratiche ogni cinque minuti e non avvertendomi dei cambiamenti (le procedure non sono scritte da nessuna parte, il regolamento è fantasma).

Essere bendisposti e aver voglia di lavorare, per loro è un insulto personale, mette in evidenza il loro lassismo, il fatto che non fanno il loro dovere.

In reparto è diverso. In reparto lavorano. Lavorano tutti, e fanno anche quello che non gli competerebbe.

Lo fanno perché ci sono dei pazienti che hanno bisogno della loro attenzione.

Ma in amministrazione non è lo stesso. I vecchi amministratori col cambio di governo sono stati rimossi. Dei primari sono stati rimossi.

Vedo le immagini di New Orleans alla tv e mi chiedo quanto manca prima che anche da noi lo stato sociale si sgretoli del tutto.

Bush ha la faccia tosta di chiedere gli aiuti internazionali. Sono la nazione più ricca del mondo e hanno il coraggio di chiedere aiuto. E noi li ascoltiamo. Non ascoltiamo i paesi del terzo mondo, naturalmente. Non ascoltiamo il Biafra, l’Uganda, il Burkina Faso, che sono davvero senza soldi, ma scoltiamo gli USA.

Gli USA sono nostri amici, quegli altri straccioni no.

Ieri era l’anniversario del massacro di Beslam.

Anche nel giorno dell’anniversario Mosca si è rifiutata di chiedere scusa. Secondo loro tutto è stato fatto a regola d’arte.

MI chiedo se abbiano visto la famosa fotografia del bambino piangente e urlante.

Sembra impossibile che non l’abbiano fatto. Io non riesco a guardarla senza che gli occhi mi si riempiano di lacrime. Non è retorica, non è buonismo. Basta guardare quel bambino negli occhi, anche in fotografia, e ti viene voglia di chiedere scusa anche se non c’entri niente. Ti procura un malessere fisico.

A loro evidentemente no.

Il mio ragazzo dice che se condividesse la mia visione del mondo si ucciderebbe. Io penso che le persone buone non esistano, e che i fatti lo dimostrino. Penso che siamo tutti mediocremente cattivi, senza infamia e senza lode, e che probabilmente la razza umana non si estinguerà affatto. Cose come questa non si fermano da sole, e non c’è nessuno che ci possa fermare. Il mio ragazzo dice che sono pessimista. Io mi considero realista.

Alcune cose possono singolarmente andare meglio, alcune stanno davvero andando meglio. Non sono rassegnata. Tante persone, come me, non lo sono. La rassegnazione non porta a niente.

Ma prendiamo atto dei limiti. Le cose non andranno globalmente meglio. Rimaniamo sempre i soliti figli di puttana e li rimarremo ancora.

Ci saranno altre adolescenti maltrattate dai propri datori di lavoro, ci saranno altre persone che si comporteranno scorrettamente, ci saranno altri stati ipocriti che condanneranno alla morte la propria popolazione e ci saranno altre Beslam.

Ci potranno essere, però, e me lo auguro, Belslam in cui i bambini si salvano.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. ildiego ha detto:

    prima cosa devo scusarmi x l’intrusione.seconda cosa rispondere ai tuoi pensieri:l’idiozia nel mondo ci sarà sempre. andra sempre avanti. però nella vita vincono i buoni. sembra strano ma è così. se non fosse così tutto il mondo andrebbe in malora…….

  2. ildiego ha detto:

    p.s. bella venere che osserva marte quando dorme…..
    ma osserva: i bambini non dovrebbero giocare con le armi.

  3. sraule ha detto:

    però nella vita vincono i buoni. sembra strano ma è così. se non fosse così tutto il mondo andrebbe in malora…

    be’ non sono in assoluto disaccordo. diciamo che credo che le persone corrette, che non per forza sono “buone”, possano vincere qualche ring. e che questo possa migliorare le cose. guai se smettessimo di provarci. riguardo al match, però, ho i miei dubbi.

    sì, mi è sempre piaciuta l’idea di venere che fa addormentare marte. simbolicamente e artisticamente. il resto di botticelli è stucchevole, ma questo è fantastico.

  4. ildiego ha detto:

    se la metti sul ring, pensala cosi’: noi abbiamo cassius clay. era una persona con degli ideali.

  5. sraule ha detto:

    mi piaci, ildiego. inizierò a pensare a cassius come a un vecchio amico. 😉

  6. brullonulla ha detto:

    piccola s. , ti voglio bene. 🙂
    non ti ricordavo così sensibile.

  7. Dolce_Bastarda ha detto:

    parole verissime…. concordo kazz!

  8. utente anonimo ha detto:

    brullo: lo sai che sotto la mia scorza cinica c’è una grande sensibilità. solo dopo le 11 del mattino, in effetti, ma c’è.

    dolce bastarda: benvenuta e grazie del supporto! questo post mi sta dando grossissime soddisfazioni, una sei tu.

  9. Armaduk ha detto:

    Hap Collins:”A volte sei portato a chiederti se facciamo tutti parte della stessa razza umana.”
    Charlie:”No. Non siamo la stessa cosa. Quei figli di puttana sono dei maligni alieni del cazzo. Devono esserlo.”

    Joe R. Lansdale – Il mambo degli orsi.

  10. ildiego ha detto:

    charlie è un pò sboccato…ma sotto..sotto..sa il fatto suo…..
    p.s. x sraule: grazie x il linkaggio!!!

  11. Armaduk ha detto:

    Ok. Da oggi in poi siete autorizzati a chiamarmi Fox.

  12. Il passaggio “Io penso che le persone buone non esistano, e che i fatti lo dimostrino. Penso che siamo tutti mediocremente cattivi, senza infamia e senza lode” mi ricorda molto una frase di Ellroy che trovai folgorante, quando la lessi: “Non esistono uomini buoni o cattivi; esistono solo uomini compromessi”.

  13. utente anonimo ha detto:

    mentirei se dicessi che è stato ellroy a influenzare il mio pensiero, ma mentirei anche se non ammettessi che che trovo ellroy sulla mia lunghezza d’onda.
    benvenuto, licenziamentodelpoeta.

  14. Armaduk ha detto:

    I don’t have anyone I hate.

    I mean, i know a hell of a lot of asshole. But that’s all they are. Assholes.

    There’s no one I know who’s evil.
    I mean, in books and movies you get the bad guy, and you know immediately who the bad guy is because, well, he’s bad. And you’ve got the good guy and it doesn’t matter what he goes through, he knows who the bad guy is.

    Gaiman/ Bachalo- The high cost of living

  15. sraule ha detto:

    visto che questo si è trasformato nell’angolo delle citazioni, ve ne fornirò una a mia volta:

    “L’uomo produce il male come le api producono il miele.”
    William Golding

  16. berniz ha detto:

    perfetta visione d’insieme.
    non sarai sorpresa dal futuro che ci attende.
    saluti dispari.

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