Le giornate appena trascorse sono state deliranti. Tra Inside che sta per andare in stampa e il matrimonio di cui sotto, il mio mondo è diventato un posto ancora più affollato di impegni di quanto non sia già.

Sul matrimonio l’unica cosa che ho da dire è che c’erano circa trenta gradi e io avevo una camicia con le maniche lunghe e un piao di sandali non-così-freschi che mi hanno praticamente ucciso.

Ieri sera c’è stato anche un “prolungamento di matrimonio” al Portrait, da cui io e la mia metà (dolce è un po’ eccessivo, onestamente) siamo usciti nonpropiosbrosi. Basti dire che abbiamo vagato per la successiva ora parlando dell’ineffabile buon gusto dei ratti in materia enogastronomica (qualcosa tipo ai topi piace il formaggio e il prosciutto, quindi sono dei grand gourmet). Poi c’è stato da parte mia quell’imbarazzante monologo sulla trama di Harry Potter 6. Per fortuna il ragazzo afferma di non ricordare più niente. Più che di effetto post-sbornia deve trattarsi di rimozione.

Ma anche i suoi piani per seguire in macchina una strada alternativa per arrivare a casa senza incontrare pattuglie etilometro-munite meriterebbe il suo bravo posto sul wall of shame.

In questi tragici frangenti, tuttavia, il mio animo esulta visto che ho messo le mani su una vera chicca Urania: “La guerra dei mondi di Sherlock Holmes”.

Se dividessimo gli esseri umani tra quelli che adorano Sherlock Holmes e quelli che non l’hanno mai letto (altre distinzioni non sono possibili), va’ da sè che io rientrerei nella prima metà. Sono una fondamentalista sherlockiana, faccio parte di Uno studio in Holmes, sono stata in pellegrinaggio in Baker Street, possiedo una tazza, una serie di illustrazioni e varie cartoline di Holmes, possiedo un’orgogliosa fotografia di me stessa affianco alla Sua statua, frequento la libreria Sherlockiana di Milano e sono animata da uno spirito evangelizzatore non appena incontro qualcuno che non ha mai letto il “Canone”.

Non sono solo io. Siamo in tanti in tutto il mondo. E sosteniamo in modo veemente le nostre ragioni.

Siccome mel corso dell’ultimo secolo o giù di lì i cosiddetti “apocrifi” holmesiani si sono sprecati non è verosimile che una fan, per quanto incallita, li abbia letti tutti. Ci sono, è vero, alcuni apocrifi famosi, come “La soluzione settepercento” e “Vita privata di Sherlock Holmes”, ma la maggioranza sono semplicemente trascurabili. Senza tenere conto di tutte le parodie più o meno riuscite, dei film, dei cartoni animati vecchi e nuovi e delle storpiature, star dietro a questa immane massa di materiale è impossibile anche per me.

E’ vero, però, che negli ultimi anni ho sviluppato un interesse anche per gli apocrifi, circoscritto a quelli scritti in epoca non recentissima, e possibilmente fuori catalogo da almeno dieci anni. Se poi sono stati pubblicati su qualche collana pulp e mal-stampati il mio interesse cresce a livello di bramosia.

Adesso, grazie al recupero fortuito di questa piccola perla (tutt’altro che ben scritta e per questo ancora più inestimabile) sono un po’ più felice.

Lunga vita ad Holmes!

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. brullonulla ha detto:

    tutt’altro che ben scritta e per questo ancora più inestimabile

    ottima frase.
    comunque devi insistere con la tua opera di plagio pro-sherlockiano. il mio collega qui è quasi riuscito a farmi leggere terry pratchett (se me lo presta).

  2. sraule ha detto:

    leggere terry pratchett è indispensabile per la sana formazione di ogni giovane.

    sempre che per “sano” si intenda quella roba lì che sai

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