Decisamente doveva essere il vino.

In effetti ci sono poche prove fisiche del contrario. Oserei quasi dire che l’acqua non è inconfutabilmente vino. E potrei continuare a lungo.

Ma parliamo della classe. Quella sostanza effimera e volatile, che nei momenti di maggiore necessità pianta in asso anche le menti più illuminate. Ad esempio anche il più flemmatico di noi si abbandona sporadicamente al turpiloquio, talvolta anche senza bisogno del mattone sul piede da clichè. Più inquietante, se mi consentite l’apertura di una piccola parentesi, è l’esistenza di un personaggio che anche nelle peggiori situazioni (leggi: mentre un orrendo mostro alieno gli sbava su una scarpa) non riesce a trovare altro da dire che “la malora!” Più o meno come un’educanda. Forse pensa di essere simpatico. Vedi…

Certo che i miei conoscenti non si pongono questo problema. Anzi, avrei scommesso che aprendo un blog un commento su tre avrebbe contenuto una bestemmia. Bravi, ragazzi, vi siete contenuti. (Hem… erano forse queste le ultime parole famose?)

D’altronde la vita reale non contiene “beep”. E’ qualcosa su cui riflettere. Dio doveva essere distratto, quando ha pensato agli effetti sonori. Anche se bisogna ammettere che ne ha creati di molto suggestivi.

Saltando di palo in frasca, finalmente Dance of Death mi è arrivato. So che state tutti gioendo con me. Adesso la mia wishlist è a corto di un item, qualche suggerimento?

Sto pensando molto intensamente al nuovo romanzo di Joe R. Lansdale, ma non sono ancora sicura.

A volte mia madre o la mia coinquilina si stupiscono di quanto intensamente io possa pensare. Mi stendo da qualche parte ad occhi chiusi e penso molto forte. All’inizio credevano che dormissi. Poi ho spiegato loro che in realtà stavo facendo sgranchire le sinapsi ai miei neuroni e, dopo qualche perplessità, hanno accettato la cosa. Conclusione: adesso posso dormire facendo finta di pensare. Devo cercare di convincere solo altre due o tre persone per centrare appieno il mio obiettivo, cioè far credere al prossimo che sto lavorando mentre penso (leggi: dormo). A questo proposito, tra le priorità c’è lo smettere di grugnire nel sonno e di rigirarmi da un lato e dall’altro. Parlare è ok.

Vabbè, oggi mi sento pigra e sfiorata dall’ala della stupidità (in genere sono meno pigra, grazie tante), e qui vi lascio.

Buone vacanze per chi parte. Che il vostro aereo si schianti.

Ps. Ho già detto che sono contenta di restare in città?

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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